Toxic Europe: L’intervista agli autori

Come e’ nata l’idea di un documentario sul traffico di rifiuti tossici?

Era già’ da un po’ di tempo che noi due, (n.d.r. Giulio Rubino e Cecilia Anesi) ci interessavamo ai rifiuti, specialmente alla questione rifiuti in Campania, realizzando un primo lavoro intitolato “La Selva di Chiaiano – il parco delle sorprese”, un documentario sulla situazione di abbandono e degrado – anche dovuto da sversamenti abusivi – delle cave della Selva, questi giorni di grande attualità’ dato che pare la Provincia di Napoli abbia intenzione di aprire una nuova discarica proprio nella Selva di Chiaiano per fronteggiare l’ennesima emergenza rifiuti.

 

Ecco dunque, ‘Toxic Europe’ nasce da un’esperienza di mesi passati letteralmente tra l’immondizia, tra gli eco-mostri di Chiaiano, Terzigno, Sant’Arcangelo Trimonte, Pustarza, Ferrandelle, Marruzzella e tra i monumenti all’inquinamento ambientale che sono ormai diventati posti come Casaluce, tra le campagne gremite di amianto, cavi elettrici, contatori e altri tipi di rifiuti speciali, e i Regi Lagni.

 

Da qui il passo successivo, la la necessità di affrontare il tema da un punto di vista più globale: come mai non si riesce a contrastare il fenomeno? Come si articola? Quali e quante le società connesse?

 

Ma ‘Toxic Europe’ nasce anche da un incontro di due esperienze e di due storie diverse. Nasce quando incontriamo la giornalista belga Delphine Reuter che si interessava della questione rifiuti nel suo paese, e con cui decidiamo di provare ad investigare il tema in modo transnazionale, seguendo l’esempio di quei criminali che lo portano avanti.

 

Come si e’ sviluppata l’idea? Come avete iniziato a realizzare il documentario?

 

L’idea l’abbiamo sviluppata in poche settimane, abbiamo scritto un progetto e con esso abbiamo partecipato alla selezione per il concorso ‘Best International Organised Crime Report’, a dicembre 2010 siamo stati selezionati assieme ad altri tre lavori e abbiamo cosi ricevuto un primo finanziamento per realizzare il documentario entro il 6 di maggio 2011. E’ stato un lavoro intenso che ci ha visto viaggiare in Italia, Belgio e Romania.

 

In questi paesi abbiamo raccolto interviste ed immagini con procuratori, incluso il Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso, esponenti delle forze dell’ordine, delle dogane, della magistratura.

 

Siamo andati sui luoghi dello scempio: le discariche di Glina, Vidra, il porto di Costanza, le campagne della Campania, dove da decine di anni si perpetrano crimini ambientali di proporzioni enormi, e dove la popolazione assiste impotente alla rovina della sua terra.

 

Fare giornalismo su questi temi può anche diventare pericoloso: diversi giornalisti che si occupano di rifiuti hanno subito minacce, e in alcuni casi anche attentati. Abbiamo quindi scelto di lavorare il più possibile in sicurezza, il che se possibile ha reso il lavoro anche più complesso.

 

Che cosa avete scoperto?

 

Solo quello che era già da tempo sotto gli occhi di tutti purtroppo. Ci sono strutture a ‘scatole cinesi’ di aziende legali che esistono solo per coprire le attività illegali di smaltimento di rifiuti tossici. In alcuni casi, queste aziende fanno capo a nomi eccellenti dell’imprenditoria italiana ed internazionale, imprenditori che controllano la raccolta ed il trattamento dei rifiuti in molte città, rendendo in qualche modo complici del loro business tutti noi.

Il traffico dei rifiuti tossici è praticamente inarrestabile: i prezzi offerti dai trafficanti per lo smaltimento sono dalla metà ad un terzo di quelli offerti da aziende legali. Di conseguenza, e specialmente in una situazione di difficoltà economica, la domanda per questo tipo di servizi non manca.

Nel contempo, gli accordi internazionali sul commercio e lo stesso abbattimento delle frontiere interne europee rendono impossibile il lavoro di chi è preposto al controllo. Il comandante delle dogane del porto di Anversa ci ha spiegato che solo il 2% delle merci in entrata, e l’1%

di quelle in uscita è controllato. Non parliamo poi del trasporto su gomma, si può facilmente attraversare l’Europa senza essere fermati una sola volta, e anche in quel caso, raramente la polizia è addestrata a riconoscere i rifiuti pericolosi o il modo corretto di trattarli.

 

Cosa si può fare per fermare questo business?

 

Probabilmente la strada migliore passa per il controllo dei flussi economici. “Entra immondizia e esce oro” ci citava Piero Grasso, da un intercettazione di una conversazione fra mafiosi. Ed allora, questo oro dove va a finire? Le polizie europee hanno a disposizione mezzi sempre più efficaci per controllare il riciclaggio di denaro sporco, e forse questo è il filo d’Arianna più efficace da seguire per arrivare ai trafficanti.

 

Esistono soluzioni alternative?

 

Secondo quello che abbiamo visto, la migliore strategia per evitare il traffico di rifiuti tossici è smettere di produrre rifiuti tossici.

Ci sono e ci saranno sempre quantità di rifiuti pericolosi da smaltire, ma efficaci sistemi di riciclaggio e di riuso possono diminuire fortemente questo bisogno. Produrre meno rifiuti significa ridurre di conseguenza le spese, sia per le aziende che per la società tutta.

 

Se troveremo il modo di rendere meno conveniente il ricorso alla criminalità allora forse metteremo in crisi i trafficanti. Purtroppo al momento hanno il coltello dalla parte del manico: abbiamo tutti bisogno di smaltire i nostri rifiuti, se scoprissero rifiuti tossici abbandonati illegalmente nella discarica della nostra città cosa possono fare? Chiuderla? In pochi giorni la città sarebbe sommersa di immondizia. Inoltre le spese delle bonifiche dei terreni sono talmente alte che spesso i comuni non riescono ad affrontarle. Dobbiamo riuscire a liberarci del bisogno dei trafficanti, se vogliamo liberarci di loro.

 

Quando e dove potremmo vedere l’inchiesta in versione integrale?

Tra cisrca una settimana l’inchiesta sarà disponibile in inglese sul sito di Flarenetwork e dopo il 15 di agosto su DailyBlog.it quella in italiano.

 

Inchieste Interviste mafia, rifiuti, Toxic Europe

 

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