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A metà settembre uscirà nelle librerie il volume di John B. Taylor, Fuori strada. Come lo Stato ha causato, prolungato e aggravato la crisi finanziaria, pubblicato da IBL Libri. Puoi già ordinarlo cliccando qui o sull’immagine di copertina. Lo riceverai prima dell’arrivo in libreria, pagandolo con il 20 per cento di sconto sul prezzo di copertina e senza spese di spedizione.
Che cosa ha causato la crisi finanziaria? E perché la crisi continua e non accenna a spegnersi? Per uno dei più grandi economisti monetari dei nostri tempi, John Taylor, la responsabilità ricade in larga misura sui banchieri centrali e sulle autorità di regolazione americane.
In questo volume, Taylor spiega come le autorità degli Stati Uniti siano finite “fuori strada” quando hanno abbandonato quei validi principi utilizzati per stabilire i tassi di interesse che avevano funzionato perfettamente per i vent’anni precedenti.
È a questa decisione che va assegnata la responsabilità della bolla speculativa del mercato immobiliare e poi del crollo di quello stesso mercato.
Taylor dimostra come le autorità abbiano erroneamente attribuito l’aumento dei tassi d’interesse nei mercati monetari ad una carenza di liquidità, anziché all’eccesso di asset a rischio, con la conseguenza di concentrare i propri interventi sulla liquidità piuttosto che sul rischio, causando così il prolungamento della crisi. L’errata diagnosi ha portato ad applicare una cura sbagliata.
Come fare affinché nulla di quanto accaduto possa ripetersi? Al centro della proposta di Taylor c’è ovviamente la “Taylor rule”, la buona prassi di politica monetaria che proprio da lui ha preso il nome. Il messaggio del libro, lo spiega Oscar Giannino nella sua prefazione: «Una volta e mezza il tasso d’inflazione, metà della differenza tra prodotto attuale e potenziale, più uno. Se le banche centrali si attenessero a questa regola nel fissare i tassi, inflazione e crescita non sarebbero instabili. Con politiche monetarie prevedibili, meno discrezionali e rischiose, come ammoniva Milton Friedman. Tra il 2002 e il 2004 Alan Greenspan si è allontanato da tale criterio, anche di 200 o 250 punti base. Tutti ne paghiamo le conseguenze. Non è il mercato, ma il regolatore ad aver sbagliato».
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Per ulteriori informazioni:
Filippo Cavazzoni- Direttore Editoriale – IBL Libri
Email: filippo.cavazzoni@brunoleoni.it – Tel.: +39-373-700 5090.
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L’Istituto Bruno Leoni è un’organizzazione con sede a Torino, Via Bossi 1, tesa a promuovere le ragioni del libero mercato. Il sito internet dell’IBL è http://www.brunoleoni.it/.
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