ROMA JAZZ FESTIVAL 35ma Edizione “JAZZ APPEAL”
PROGRAMMA CONCERTI DAL 17 AL 21 NOVEMBRE
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA
Viale Pietro De Coubertin, 37 – Roma
GIOVEDI’ 17 NOVEMBRE
Sala Sinopoli ore 21,00
DEE DEE BRIDGEWATER
“TO BILLIE WITH LOVE: A CELEBRATION OF LADY DAY”
Dee Dee Bridgewater voce
Edsel Gomez, pianoforte
Kenny Davis, contrabbasso
Craig Handy, sassofoni e flauto
Kenny Phelps, batteria
Ingresso Platea € 30 – Galleria € 25
Dee Dee Bridgewater è un’interprete completa, capace di passare da raffinatissime esibizioni in trio a concerti con orchestra, dal teatro-musicale a folgoranti incursioni nel pop. Ha iniziato la sua carriera in America nei primi anni settanta. Cresciuta artisticamente nell’orchestra di Thad Jones e Mel Lewis, ha collaborato con alcuni giganti del jazz come Dizzy Gillespie, Sonny Rollins, Dexter Gordon, Max Roach e Roland Kirk. Tuttavia è con l’arrivo in Francia negli anni ottanta che ha avuto i primi grandi riconoscimenti di critica e di pubblico imponendosi come raffinata interprete di un vasto repertorio, dagli standard alle tendenze più recenti del jazz. Con album come “Live in Paris” (1987), “Victim of Love” (1989), che include il duetto con Ray Charles, Till The Next Somewhere, e “In Montreaux” (1990) riesce a raggiungere anche un pubblico giovane, fatto piuttosto insolito per una cantante jazz. Dee Dee ha un grande talento anche come attrice.
Per la sua interpretazione di Gilda, la strega buona del sud, in “The Wiz” le viene conferito il premio Tony e per “Lady Day” viene nominata come migliore attrice per il Laurence Oliver Preis. Interpreta ruoli di primo piano in musical quali “Sophisticated Ladies”, “Cosmopolitan Greetings”, “Black Ballad”, “Carmen Jazz” e “Cabaret”.
Dee Dee è considerata una delle poche eredi delle grandi voci femminili del Jazz.
Nei primi anni settanta cantò con l’Orchestra di Thad Jones e Mel Lewis e collaborò contemporaneamente con artisti del calibro di Dexter Gordon, Dizzy Gillespie, Max Roach e Sonny Rollins. Nello stesso periodo fece un’importante esperienza cantando nel musical The Wiz, per il quale meritò un Tony Award come miglior attrice protagonista in un musical.
Sposata al trombettista Cecil Bridgewater, ebbe la completa maturazione artistica e i primi grandi riconoscimenti a livello di critica e di pubblico dopo essersi trasferita in Francia all’inizio degli anni ottanta, imponendosi come raffinata interprete di un vasto repertorio che spazia dagli standard alle tendenze più recenti, con un particolare apprezzamento per il suo modo di reinterpretare il repertorio di Billie Holiday e di altre grandi cantanti del passato.
Una delle sue canzoni più famose è Till The Next Somewhere (Precious Thing) (1989), cantata assieme a Ray Charles.
In Italia la notorietà presso il grande pubblico le arrivò con la partecipazione a due edizioni del Festival di Sanremo, nel 1990 vincendo assieme ai Pooh e nel 1991.
Il 16 ottobre 1999, Dee Dee Bridgewater è stata nominata Ambasciatrice di buona volontà dell’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura delle Nazioni Unite (FAO).
Il progetto che presenterà, vuol essere proprio un omaggio a Billy Holiday, “Lady Day” appunto. Dee Dee Bridgewater è abituata alle sfide impegnative (anni fa ad esempio, in Dear Ella, si cimentò con il repertorio di Ella Fitzgerald) e stavolta va a ripescare il mito di Billie Holiday con l’album, in uscita pochi mesi fa “To Billie With Love: A Celebration of Lady Day”.
Più di vent’anni fa Dee Dee si era calata nei drammatici panni della Holiday in teatro con un certo successo, ora ha ripreso il suo repertorio, lo porta in giro per l’America, il Giappone e l’Europa in applauditissimi concerti.
VENERDI’ 18 NOVEMBRE
Sala Petrassi ore 21,00
ROBERTA GAMBARINI QUARTET
“SO IN LOVE”
Roberta Gambarini, voce
Eric Gunnison, pianoforte
Neil Swainson, contrabasso
Willie Jones III, batteria
Ingresso Platea € 15 – Galleria € 15
Roberta Gambarini nasce a Torino, in una famiglia in cui il jazz viene molto ascoltato ed apprezzato. Inizia ad ascoltare questo tipo di musica da bambina e si dedica allo studio del clarinetto all’età di dodici anni. A 17 anni inizia a cantare e a esibirsi nei jazz club del nord Italia, e all’età di 18 anni decide di trasferirsi a Milano per perseguire la carriera di cantante jazz.
Dopo essersi trasferita a Milano, ancora giovanissima, Roberta si aggiudica il terzo posto durante una competizione radiofonica jazz in TV, occasione che le permette di partecipare a svariati Festival Jazz in tutt’Italia. Si esibisce in trasmissioni radiofoniche in Italia e durante spettacoli televisivi e incide dal 1986 sia a suo nome che come ospite. Nel 1997 collabora con Emmanuel Bex, musicista francese hammondista, esibendosi in numerosi jazz club Italiani.
Nel 1998 si trasferisce negli Stati Uniti, e ottiene una borsa di studio presso il New England Conservatory a Boston. Alcune settimane dopo Roberta meraviglia il mondo della musica jazz aggiudicandosi un terzo posto nella prestigiosa Thelonious Monk International Jazz Vocal Competition.
Da allora si è accompagnata a musicisti del calibro di Michael Brecker, Ron Carter, Herbie Hancock, Slide Hampton, Roy Hargrove, Jimmy Heath, Hank Jones, Christian McBride, Toots Thielemans, e molti altri, e si è esibita in prestigiosissime sale, quali il Kennedy center, il Lincoln center, Town Hall, Walt disney Concert Hall, oltre a partecipare a jazz festival in tutto il mondo, quali quelli di: Barbados, Londra, Monterey, North Sea, Toronto e Umbria.
Artista dinamica e virtuosa, ottiene splendide recensioni e grande sostegno e apprezzamento da parte del pubblico ovunque. Nel mese di giugno 2006 è uscito il suo primo album nordamericano, “Easy To Love” su etichetta Groovin High, nel qual Roberta mette in luce il suo approccio strumentale e il suo caldo timbro vocale, il timing e l’intonazione impeccabile, e la sua incredibile tecnica oltre alle sue innegabili capacità improvvisative che esprime anche nello scat-singing . Tutte queste qualità vengono ampiamente espresse nelle 12 tracce dell’album che includono standard jazz e classiche songs provenienti dal grande songbook americano. L’album comprende anche due bonus tracks e include un brillante duetto con lo special guest James Moody.
SABATO 19 NOVEMBRE
Sala Sinopoli ore 21,00
PETRA MAGONI & FERRUCCIO SPINETTI
MUSICA NUDA
Petra Magoni, voce
Ferruccio Spinetti, contrabbasso
Ingresso Platea € 20 – Galleria € 20
A volte il caso riesce a combinare per bene le cose. E questa è la storia di MUSICA NUDA, l’atipico duo nato dall’incontro casuale tra Petra Magoni e Ferruccio Spinetti.
Nel 2003 i due si incrociano per la prima volta: Petra canta e Ferruccio è il contrabbassista degli Avion Travel (lo è stato dal 1990 fino al 2006). In quel periodo Petra Magoni ha in programma un mini-tour in alcuni piccoli club della “sua” Toscana con un amico chitarrista. Proprio il giorno del loro primo concerto in programma, quest’ultimo si ammala. Petra, invece di annullare la data, chiede a Ferruccio se ha voglia di sostituirlo all’ultimo minuto e lui d’impulso risponde sì.
Il concerto ottiene un tale successo che i due protagonisti di questo “Voice’n’bass” combo nel giro di qualche settimana mettono insieme un intero repertorio, composto dalle canzoni che più amano, e di slancio registrano in mezza giornata il loro primo album: “MUSICA NUDA”, in uno studio vicino a Pisa.
MUSICA NUDA diventa così, del tutto naturalmente, il nome del loro progetto musicale e anche del loro duo.
Assistere ad un concerto di MUSICA NUDA è come entrare in una dimensione musicale ed emozionale inaspettata dove la voce di Petra Magoni e il contrabbasso di Ferruccio Spinetti ammaliano lo spettatore portandolo all’interno di in mondo sonoro da cui difficilmente deciderà di uscire.
La scaletta dei concerti del progetto MUSICA NUDA prevede le canzoni del nuovo disco “COMPLICI”, alcuni grandi classici e cover che il pubblico di MUSICA NUDA richiede ad ogni concerto del duo (Guarda che luna, Il cammello e il dromedario, Come together) a cui si aggiungono brani mai incisi da Petra e Ferruccio come Tu, forse non essenzialmente tu di Rino Gaetano o Arrivano i cinesi di Bruno Lauzi.
Il tour di MUSICA NUDA non si è davvero mai fermato, anzi, Petra Magoni e Ferruccio Spinetti hanno portato il loro progetto in importanti rassegne italiane e internazionali suonando sui principali palchi italiani e riuscendo a raggiungere anche prestigiosi spazi internazionali come l’Olympia di Parigi e città importanti come Madrid, Tunisi, Salisburgo, New York, Toronto, Pechino, San Pietroburgo, Quito in Ecuador e stati come l’Olanda e la Polonia. Inoltre sono stati ospiti del Tanz Wuppertal Festival di Pina Bausch e sempre in Germania hanno aperto i concerti di Al Jarreau riscuotendo ovunque un grande successo.
Nello stesso tempo, Petra è stata la Regina della Notte ne “ Il Flauto Magico secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio”, la voce solista nei concerti sacri di Duke Ellington con la Big Band dell’Auditorium di Roma e il Coro dell’Accademia di Santa Cecilia, mentre Ferruccio ha prodotto artisticamente con Giovanni Ceccarelli il cd “InventaRio”, un incontro musicale tra l’Italia e il Brasile con il chitarrista Dadi Carvalho e numerosi ospiti come la stessa Petra, Pacifico, Marisa Monte ed Ivan Lins.
SABATO 19 NOVEMBRE
Sala Petrassi ore 21,00
IBRAHIM MAALOUF
Ibrahim Maalouf , tromba
Youenn Le Cam, cornamusa bretone, flauto, tromba
Frank Woeste, pianoforte
François Delporte, chitarra
Laurent David, contrabasso
Xavier Rogé, batteria
Ingresso Platea € 15 – Galleria € 15
Nativo di Beirut ma francese d’adozione, Ibrahim Maalouf è considerato uno dei trombettisti di maggior talento della nouvelle vague del jazz mediterraneo. Diagnostic è il terzo e ultimo capitolo del trittico musicale del trombettista, iniziato nel 2007 con Diasporas, il suo primo album, e proseguito con Diachronism due anni più tardi. Più che un proseguimento, questo album è il risultato di una ricerca al confine delle armonie, delle dinamiche tonali e dei ritmi nel punto di incontro tra differenti stili musicali. Nel disco convogliano infatti le marching bands balcaniche, le batucadas brasiliane, il Latin Jazz, l’heavy metal. Diagnostic è il lavoro più personale di Maalouf, una sorta di colonna sonora originale in cui il trombettista suona con una forza suggestive unica, sincerità e abbandono.
Classe 1980, Ibrahim Maalouf ha un background artistico multiculturale che spazia dalla musica classica a quella tradizionale araba. Nato in una Beirut devastata dalla guerra civile, ha lasciato presto il Libano per trasferirsi in Francia, ed è presto diventato una figura rilevante nel panorama musicale internazionale grazie al suo grande talento. Figlio di un trombettista classico (Nassim Maalouf) e di una pianista (Nada Maalouf), è cresciuto in un ambiente culturalmente stimolante. Comincia a studiare lo strumento a sette anni grazie al papà, appunto, che gli trasmette la passione per la musica “colta” ma anche per quella tradizionale libanese, insegnandogli a suonare una tromba speciale, da lui stesso inventata per suonare i modi melodici della musica tradizionale araba.
Ibrahim viene accettato al CNR e poi alla CNSM di Parigi e prosegue la propria carriera dedicandosi interamente alla musica ed esibendosi negli Stati Uniti, in Russia, Asia, Europa e Medio Oriente. Durante un tour europeo, appena diciassettenne, esegue il Concerto di Brandeburgo #2 di J.S. Bach, considerato da molti trombettisti uno dei più difficili pezzi di repertorio, mostrando già da allora una predisposizione innata per lo strumento. Alla conclusione degli studi al CNSM e CNR di Parigi, riceve il primo premio di tromba e musica da camera.
Tra il 1999 e il 2003 ha vinto quindici concorsi in tutto il mondo, tra cui la prestigiosa International Trumpet Competition in Ungheria, la National Trumpet Competition negli Stati Uniti, e il secondo premio al Concours Internationale della Ville de Paris – Maurice-Andrè nel 2003, vincendo nello stesso anno un premio dalla Fondation Georges Cziffra e nel 2004 dalla German Pro-Europa Foundation.
Dal 2006 ha insegnato tromba al CNR di Aubervilliers-La Courneuve, in Francia, come successore del grande André Prell. Dopo svariate collaborazioni con artisti del calibro di Amadou & Mariam, Archie Shepp, Vincent Segal e Vanessa Paradis, oltre alla partecipazione all’Opera Rock di Sting, e incursioni nel mondo del rock, del pop, del jazz e della world music, nel 2007 pubblica finalmente il suo debut album, “Diasporas”, riscuotendo notevoli consensi di pubblico e critica in Francia, a ulteriore testimonianza del suo eccezionale talento.
LUNEDÌ 21 NOVEMBRE
Sala S.Cecilia ore 21,00
STEFANO BOLLANI – HAMILTON DE HOLANDA
Stefano Bollani, pianoforte
Hamilton De Holanda, mandolino
Ingresso Platea € 25 – Gallerie € 20
Musicista, compositore, conduttore radiofonico e televisivo; cosa dire ancora di Stefno Bollani? La più bella realtà del pianoforte jazz – e non solo – che ci sia in Italia da almeno un decennio. Simpatico quanto rigoroso, abile e sfrontato, serio e scanzonato al tempo stesso. Un grandissimo performer.
Un pò di storia – dopo il diploma di conservatorio, conseguito a Firenze nel 1993, e una breve esperienza come turnista nel mondo della musica pop (tra gli altri con Raf e Jovanotti), Bollani si afferma nel jazz, collaborando con musicisti del calibro di Richard Galliano, Gato Barbieri, Pat Metheny, Chick Corea, Michel Portal, Martial Solal e Uri Caine. Fondamentale è la collaborazione, iniziata nel 1996 e da allo- ra mai interrotta, con il suo mentore Enrico Rava, al fianco del quale ha tenuto centinaia di concerti e inciso ben quattordici dischi. Tra i più recenti ricordiamo: Tati (ECM 2005), The third man (ECM 2007) e New York days (ECM 2009). Il referendum dei giornalisti della rivista specializzata Musica jazz lo proclama miglior nuovo talento del 1998. Nel 2003 a Napoli riceve il Premio Carosone; nel 2004 la rivista giapponese “Swing journal” gli conferisce il premio New star award riservato ai talenti emergenti stranieri, assegnato per la prima volta a un musici- sta non americano. Per la label giapponese Venus records pubblica cinque dischi alla testa del suo trio. Realizza quattro dischi per la prestigiosa etichetta francese Label Bleu: in trio con Scott Colley e Clarence Penn, in solo, in trio jazz con l’Orchestra Regionale Toscana e un doppio album col suo nuovo quintetto con Mark Feldman, Paolo Fresu e Petra Magoni come ospiti. In ambito classico, si esi- bisce come solista con orchestre sinfoniche come l’Orchestra Regionale Toscana, la Filarmonica del Regio di Torino, la Verdi di Milano, l’Orchestra Santa Cecilia di Roma. Nel 2006 la rivista Musica jazz lo proclama musicista italiano dell’anno e
il suo “Piano solo”, uscito per l’ECM, è il disco dell’anno. Il referendum di Downbeat nel 2007 lo vede ottavo fra i nuovi talenti del jazz mondiale e terzo fra i giovani pianisti. I critici della rivista Allaboutjazz di New York lo votano fra i cinque musicisti più importanti del 2007, accanto a mostri sacri come Ornette Coleman e Sonny Rollins. Nel dicembre dello stesso anno a Vienna gli viene con- segnato l’European Jazz Prize, premio della critica europea, come miglior musici- sta jazz europeo dell’anno. Nel 2008, la Regione Toscana gli ha conferito la mas- sima onorificenza, il ‘Gonfalone d’argento’. Nel 2009, durante il North Sea Festival di Rotterdam, riceve il “Paul Acket Award”. Negli ultimi anni si stringe il suo legame con il Sudamerica. Dopo aver realizzato il disco “Bollani Carioca”, ha col- laborato con diversi artisti della nuova scena brasiliana come Hamilton de Holanda, Toninho Horta, Marcos Sacramento fino al grande Caetano Veloso. Va fiero della copertina che gli ha dedicato il settimanale Topolino, rivista di cui è stato ufficialmente nominato “Ambasciatore” e che nel numero di agosto 2009 lo ha visto partecipare a un’avventura di Paperino con il nome di Paperefano Bolletta. Il suo ultimo lavoro per la ECM è il disco “Stone in the water”(2009), inciso a New York alla guida del suo abituale trio, con Jesper Bodilsen al basso e Morten Lund alla batteria. Bodilsen e Lund collaborano da quasi venti anni e insieme formano probabilmente la più solida sezione ritmica della scena jazz danese permettendo a Bollani di esprimere la sua fantasia musicale al meglio.
HAMILTON DE HOLANDA
“Hamilton è un musicista nato con un dono. Tutto è facile per lui. Questo ragazzo è già uno dei più grandi strumentisti del Brasile e del mondo. Uscito dalla scuola di Jacob do Bandolim, va più in là delle frontiere tradizionali e propone un rinnovamento dello choro.”
Hermeto Pascoal.
Degno successore dei grandi mandolinisti Jacob do Bandolim, Joël Nascimento e Armandinho Macedo, il giovane Hamilton de Holanda, nato nel 1976, sta rivoluzionando lo strumento emblematico dello choro, il bandolim, al quale ha aggiunto una quinta doppia corda – portando il loro numero da 8 a 10 – e sul quale ha sviluppato una polifonia completa, soprattutto in solo, e un’espressività sonora e percussiva arricchite. La sua carica inventiva è inesauribile e il suo suono potente e preciso.
Come Egberto Gismonti, Hermeto Pascoal e Astor Piazzolla, Hamilton si allontana dallo stile tradizionale utilizzando un approccio più jazzistico, ma mantenendo la forza espressiva dei grandi. La sua musica è sempre innovativa.
Il suo talento oltrepassa velocemente le frontiere brasiliane: nel dicembre del 2001, Hamilton gareggiando con la “crème” degli interpreti brasiliani di musica erudita e musica improvvisata, vince il Premio de Musica Icatu in entrambe le discipline, che gli varrà una borsa di Studio alla Cité des Arts di Parigi sino a febbraio 2003. Durante questa permanenza stabilirà un ponte con il Vecchio Continente dove, da allora, continua a realizzare tourneés e importanti collaborazioni.
Il carisma, la forza comunicativa, un tocco impeccabile e pieno di sofisticata cretività fanno di Hamilton uno dei musicisti di più grande rilievo nella nuova generazione di interpreti e compositori della musica contemporanea brasiliana.
Con una libertà assoluta ha saputo costruire la sua personalità a partire da elementi presi dal suo ambiente naturale, da numerosi incontri interculturali e da un percorso ricco di esperienze importanti. Hamilton si ispira tanto al repertorio classico quanto a quello del jazz o della musica popolare brasiliana. Dimostra una maturità sorprendente che si manifesta nella sua estrema duttilità: suona con la stessa scioltezza sia con un’orchestra sinfonica che con artisti come Buena Vista Social Club, Cesaria Evora, Djavan, John Paul Jones, João Bosco, Zelia Duncan, Mike Marhall, Stanley Jordan, Ivan Lins o Richard Galliano che in “solo” sul palco.
EVENTI COLLATERALI ROMA JAZZ FESTIVAL – ALTRE SEDI
SABATO 19 NOVEMBRE – ORE 22.00
MADS LE COUR & IM BERUF
ALEXANDERPLATZ
IN COLLABORAZIONE CON L’AMBASCIATA DI DANIMARCA E DEL JAZZ DANMARK
Mads La Cour: Chitarra, voce
Marco Diallo: batteria
Laust Nielsen: basso
Hans Christian Frank: chitarra
Il nuovo quartetto “Im Beruf” capeggiato da Mads la cour sta emergendo nella scena danese. Una formazione che propone un jazz entusiasmante e molto energico, dalla tante sfumature musicali. Le composizioni originali di Mads la Cour trovano la loro ispirazione nel tessuto lirico del jazz scandinavo con un’influenza neworkese. La band Im Beruf è riuscita a coniugare il lirismo della musica autoctona con la spontaneità e l’entusiasmo di una creativita più libera. I musicisti condividono la passione per la musica minimalista e spontanea, improvvisata. Rock e pop confluiscono in creazioni innovative ed emozionanti. Groove accattivante e jazz hard si combinano in maniera affascinante e inedita.
www.myspace.com/madslacour
http://madslacour.get-ctrl.com/#/
Alexanderplatz, via ostia 9 – tel. 06 39742171
www.alexanderplatz.it
Tessera 15 euro
20 NOVEMBRE, ORE 22.00 KARRI LUHTATA TRIO – GREGORY’S
IN COLLABORAZIONE CON L’AMBASCIATA FINLANDESE
KARRI LUHTALA
Karri Luhtala – piano
Gabriele Greco: contrabasso
Ricccardo Toni: batteria
Karri Luthala incanta con brani originali ispirati al lirismo jazzistico nord-europeo che hanno la capacita’ di evocare i paesaggi innevati e le atmosfere rarefatte della Finlandia. Un repertorio ampio che spazia fino alla tradizione del timing swing di matrice nordamericana. Un’esperienza musicale originale e affascinante che conferma Luthala come un giovane talentuso del piano. Ad accompagnarlo ci sono Gabriele Greco al contrabasso e Riccardo Toni alla batteria. Il trio torna ad esibirsi in Italia dopo il grande successo ottenuto con la vittoria del premio come Miglior Trio Jazz all’Atina Jazz Festival 2010.
www.myspace.com/karriluhtala
Gregory’s, via Gregoriana 54a – tel. 06.6796386
www.gregorysjazz.com
ingresso libero, con prima consumazione obbligatoria 10 euro
20 NOVEMBRE – 18.00 BURLESQUE IN JAZZ – I VELVETTONI – MICCA CLUB
Spettacolo di Burlesque con Jazz Live Band
Burlesque performers:
Dixie Ramone
Janet Fischietto
Live Band:
I Velvettoni
Maestro di cerimonia:
Alessandro Casella
Dj Set Dandywolly
Burlesque Expo & Market
L’arte del Burlesque ha sempre trovato nel jazz quella trasgressione musicale che potesse accompagnare dei balli, dove lo scopo finale era trasgredire spogliandosi. All’apice del suo successo tra il 1920 e 1930 questa nuova arte aveva invaso i teatri di Broadway, e proprio nello stesso periodo il jazz iniziava ad essere suonato in ogni angolo delle strade nelle grandi città dell’est degli Stati Uniti. Questa coincidenza ha dato vita ad una unione che ancora oggi è forte e solida quanto lo era all’ora. Burlesque in Jazz vuole proprio dimostrate che un “vero” burlesque show deve essere fatto con la musica dal vivo e con un quartetto jazz. I Velvettoni si formano per volontà di Alessandro Casella, direttore artistico del Micca Club, proprio per mettere in scena dei numeri di Burlesque che potessero riportare il pubblico nei vecchi locali della Lower Est side di New York o nella scintillante Broadway degli anni 20, perché in entrambe le situazioni la musica era rigorosamente dal vivo ed era JAZZ! Per questa serata le due performer di Burlesque che si esibiranno sono tra le migliori in Italia, Dixie Ramone, vincitrice del premio Dixie Evans Burlesque Show, e Janet Fischietto. Le sonorità jazz swing sono affidate al dj DandywOlly.
MICCA CLUB, VIA PIETRO MICCA 7 – TEL 0687440079
www.miccaclub.com
Apertura ore 18 + Dj Set – ingresso libero
- Arte -
“Ispirazione Creativa”
Artisti Italiani per il Jazz
Arturo Carmassi, Nicola De Maria, Piero Dorazio, Pablo Echaurren, Gastone Novelli, Renato Mambor, Mimmo Rotella.
Inaugurazione: 8 novembre 2011, ore 18
8 / 27 novembre 2011 – Auditorium Arte –Parco della Musica
“Il colore è il tasto. L’occhio è il martelletto. L’anima è il pianoforte dalle molte corde. L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, mette preordinatamene l’anima umana in vibrazione. È chiaro, allora, che l’armonia dei colori deve fondarsi esclusivamente sul principio della scelta adeguata dei tasti da far risuonare nell’anima umana. Questa base deve porsi come principio della necessità interiore” (V. Kandinsky, ne “L’elemento spirituale nell’arte”, 1912).
Nel corso degli anni i momenti di incontro tra il jazz e le arti visive nobili o meno nobili, alte o basse, sono stati moltissimi, come dimostrano le piccole esposizioni tematiche o monografiche di approfondimento fino ad arrivare alla grande mostra “Il Secolo del Jazz. Arte, cinema, musica e fotografia da Picasso a Basquiat” (MART di Rovereto – 2008) che ha proposto una lettura multidisciplinare di questa storia affascinante e complessa, dalla pittura al fumetto. Focalizzando l’attenzione sul nostro Paese, si scopre quanto profondo sia stato il rapporto tra l’arte contemporanea e la musica jazz; diversi artisti hanno trovato infatti nel jazz, una fonte privilegiata d’ispirazione. Basti pensare alle opere di grandi pittori come Renato Guttuso, Michelangelo Pistoletto e Giancarlo Cazzaniga o di grandi disegnatori come Guido Crepax, Francesco Tullio Altan e Gaetano Cassaro. Da questa considerazione, nasce l’idea di proporre un progetto espositivo con l’obiettivo di mettere in luce il rapporto esclusivo tra la musica Jazz e l’arte italiana superando una visione figurativa e aprendosi alle espressioni più astratte, concettuali, emozionali. In mostra opere di Arturo Carmassi, Nicola De Maria, Piero Dorazio, Pablo Echaurren, Gastone Novelli, Renato Mambor e Mimmo Rotella. Un viaggio unico, multisensoriale laddove l’arte incontra la grande musica.
UFFICIO STAMPA ROMA JAZZ FESTIVAL:
BIG TIME – 06/2012073
FABIO TIRIEMMI – 329//9433332
CLAUDIA FELICI 329/9433329
pressoff@bigtimeweb.it
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