Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Direzione Distrettuale Antimafia
In data odierna personale del Comando Provinciale dei Carabinieri di Caserta, della Guardia di Finanza (Tenenza di Mondragone) hanno eseguito 15 ordinanze applicative delle misure cautelari personali per i delitti di partecipazione in associazione mafiosa, riciclaggio e reimpiego, corruzione, turbativa d’asta, concorrenza sleale mediante minaccia, truffa ai danni dello Stato, delitti aggravati dalla metodologia mafiosa e dalla finalità di agevolare il clan dei casalesi. Contestualmente è stato eseguito il sequestro, per equivalente, del profitto della continuativa truffa ai danni dello stato, danno stimato in 450 mila euro a cui si aggiunge il sequestro delle quote sociali ed i beni aziendali della sas Oleodinamica, società utilizzata dal clan per riciclare i proventi. Sono stati inoltre eseguiti -ad opera della DIA -sequestri di 6 immobili di una ditta individuale, beni di rilevante valore, sequestro attuato nei confronti di alcuni degli indagati, tra cui il latitante LETIZIA Armando. I provvedimenti sono stati emessi dal G.i.p. del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.
L’indagine, in linea con precedenti investigazioni sfociate in plurime ordinanze custodiali (si citano l’O.c.c. n. 215 del 22.3.2007 afferente alle condotte corruttive e truffaldine realizzate nel corso degli anni 2004 -2005, tra gli altri, da Valente Giuseppe, De Biasio Claudio, Orsi Sergio, Orsi Michele ¬persona poi uccisa in data 1.6.2008; l’O.c.c. n. 707 del 29.10.2007 afferente a specifiche azioni truffaldine e falsificatorie poste in essere, tra gli altri, dall’Orsi Sergio, dall’Orsi Michele, dal Valente Giuseppe e dal De Biasio Claudio in danno del consorzio Ce4 ed a favore dei titolari delle quote di capitale privato della spa Ec04), consentiva di far piena luce sul paritario accordo societario stretto tra i fratelli Sergio e Michele Orsi (quest’ultimo ucciso l’ 1 giugno 2008 dal gruppo di fuoco facente capo a Peppe SETOLA), da un lato, e gli esponenti di vertice della ramificazione del clan dei Casalesi facente capo alla famiglia Bidognetti. Si acclarava come i predetti germani, fino a quel momento semplici imprenditori edili privi delle minima esperienza nel settore della raccolta e della gestione dei rifiuti solidi urbani, si fossero serviti del rilevantissimo potere criminale ed economico del gruppo di stampo camorristico per sbaragliare ogni possibile concorrenza, così divenendo prima il partner privato del consorzio Ce4 nella società a capitale misto denominata Ec04. Ciò consentiva loro di acquisire in tempi rapidi, in affidamento diretto ed in assenza di qualsiasi gara, la privativa del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani in moltissimi Comuni del casertano nonché la gestione operativa della discarica di Parco Saurino, così conseguendo ingenti profitti economici e contribuendo stabilmente alla permanenza in vita ed allo sviluppo del sodalizio criminale, sia attraverso il versamento di una cospicua somma di danaro mensile, sia mediante la corresponsione di ulteriori utilità economicamente apprezzabili.
In attuazione dell’ accordo originario tra imprenditori e camorristi, patto societario destinato a plasmare le successive vicende societarie, si accertavano le specifiche condotte corruttive, di turbativa d’asta e di illecita concorrenza poste in essere in occasione della gara indetta dal consorzio Ce4 per la scelta del partner privato della costituenda società poi denominata Ec04, le ulteriori condotte di illecita concorrenza realizzate al fine di consentire alla spa Ec04 dei fratelli Michele e
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Sergio Orsi di ottenere l’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani per il Comune di Castelvolturno, così sostituendosi alla precedente società appaltatrice. Si accertava, con precisione, il conferimento di risorse finanziarie, strutture, know-how e prestazioni d’opera mafiose nel gruppo societario creato dagli ORSI (l’a. t. i. Flora Ambiente, poi divenuta parte privata della spa Ec04) e gli utili di rientro tratti dal clan sotto forma di contributo mensile, delineandosi inoltre il contenuto dei patti sociali tra gli ORSI ed i partners mafiosi. Erano individuate le abituali condotte di natura truffaldina realizzate al fine di stornare in danno del consorzio Ce4 (la parte pubblica della spa Ec04), il costo del sostegno finanziario all’ente mafioso, delineandosi con chiarezza l’intenzionale sovrafatturazione dei servizi resi alla Ec04 dalla Oleodinamica s.a.s. di titolarità del Bidognetti Claudio. La natura complessa delle intese tra il clan e ORSI Sergio ed il sinallagma tra le prestazioni, dimostrava lo stabile inserimento dell’Orsi nelle fila del clan dei Casalesi. Stesse conclusioni valevano per PAGANO Esterina, altra correa del clan, custode dei proventi, inclusivi di quelli versati dagli ORSI.
I pregnanti, plurimi e convergenti dati indiziari acquisiti nella fase delle indagini preliminari hanno fatto dunque emergere l’indubbia e pacifica sussistenza di un accordo di natura paritaria stretto nella seconda metà dell’anno 1999 tra i fratelli Michele e Sergio Orsi, da un lato, e gli esponenti di vertice della ramificazione del clan dei Casalesi facente capo alla famiglia Bidognetti, dall’altro, tramite il quale veniva creata una vera e propria società tra i predetti germani e l’indicata struttura criminale. Si tratta di uno dei rari casi in cui veniva smascherata una società mista, pubblico/privata, in cui la prevalente partecipazione mafiosa ne dirigeva -tramite gli ORSI -l’esistenza: alla privatizzazione “mafiosa” dei profitti faceva da contraltare la pubblica assunzione dei costi.
I germani Orsi dopo aver costituito la srl Flora Ambiente -scatola vuota necessaria per la partecipazione alla gara -operavano su due fronti: a) da un lato, determinavano i componenti di vertice della famiglia Bidognetti (tra cui spiccavano il Bidognetti Aniello, il Miele Massimiliano ed il Cirillo Alessandro) a partecipare alla costituenda società mista stringendo con i medesimi un vero e proprio patto societario, con previsione di reciproche utilità e prestazioni (il clan dei Casalesi conferiva le proprie potenzialità economiche, esperienze e prestazioni mafiose, queste ultime doti utili per piegare definitivamente ogni possibile concorrenza, come nel caso dei fratelli FERRARO; gli Orsi conferivano le strutture societarie allo scopo create, offrendo soprattutto un continuativo contributo economico alle casse del clan, la garanzia dell’assunzione di soggetti appartenenti al clan ovvero a questo contigui nonché la comunanza dei rapporti preferenziali di cui gli stessi erano di già titolari); b) dall’altro lato, una volta concluso il patto societario, agivano in stretto collegamento operativo con gli organi dirigenziali del consorzio Ce4 e segnatamente con il Valente Giuseppe, Presidente di questo ente pubblico, con il quale stipulavano un proficuo accordo corruttivo grazie al quale veniva garantita l’aggiudicazione della gara agli ORSI, grazie all’apporto reso da De Biasio Claudio, nella sua qualità di Direttore Generale del Consorzio Ce4 e di Presidente della Commissione aggiudicatrice della gara. La condivisione delle intese corruttive da parte degli uomini del clan si evidenziava nella sua platealità, rilevandosi come gli affiliati sapessero, persino in un momento anteriore rispetto alla approvazione del bando di gara (datata 28.3.2000) e della pubblicazione del bando stesso (datato 19.4.2000), il relativo esito: illuminante al riguardo è una conversazione intercettata il 25.2.2000 nel corso della quale Miele Massimiliano informava Setola Giuseppe del fatto che i fratelli Orsi, una volta vinta la gara, avrebbero altresì gestito il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani in plurimi Comuni del casertano, così anticipando, con visionaria lucidità, il corso dei futuri eventi che vedranno il progressivo avvento e monopolio del settore. Quale reciproca garanzia di massima cooperazione, veniva attuato il “distaccamento” presso germani Orsi di Vassallo Gaetano, imprenditore del settore dei rifiuti da anni collegato ai casalesi.
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L’unione degli apporti partecipativi fomiti alla società mafiosa così creata permetteva alla a. t. i. Flora Ambiente facente capo ai fratelli Michele e Sergio Orsi di riuscire vincitrice in data 10.7.2000 nella gara indetta dal consorzio Ce4 e di formare così unitamente all’indicato ente pubblico in data 28.8.2000 la spa Ec04, la quale risulterà in breve tempo affidataria, in via diretta e senza gara, del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani in plurimi Comuni del casertano.
L’indagine consentiva di cogliere lo scioglimento della società mafiosa intercorsa tra i fratelli Michele e Sergio Orsi con la famiglia Bidognetti, recisione del rapporto originata dai contrasti sorti a seguito del reciproco successivo inadempimento delle obbligazioni assunte, scioglimento cui seguiva l’avvicinamento di costoro -a dimostrazione del loro perdurante intendimento di svolgere attività d’impresa in simbiosi con temibili e pericolosissimi sodalizi di stampo camorristico -alla diversa fazione del clan dei Casalesi facente capo allo Schiavone Francesco detto Cicciariello, il tutto anche in previsione dei lucrosi affari rappresentati dalla ipotizzata realizzazione del termovalorizzatore in S. Maria la Fossa e dall’ampliamento della discarica di Parco Saurino.
La ricostruzione era resa possibile dal contenuto univoco delle intercettazioni e dalle dettagliatissime, logicamente coerenti e costanti deposizioni provenienti dal collaboratore di giustizia Vassallo Gaetano, il primo imprenditore del settore dei rifiuti interno alla criminalità organizzata di stampo mafioso (e segnatamente al clan dei Casalesi) a fornire il proprio apporto dichiarativo agli Organi Inquirenti. Grazie alle narrazioni del VASSALLO Gaetano -confortate da diversi altri collaboratori, parimenti utili -veniva definitivamente squarciato il velo sulla effettiva partecipazione mafiosa (e segnatamente della fazione bidognettiana del clan dei Casalesi) all’a. t. i. Flora Ambiente dei fratelli Michele e Sergio Orsi. Il collaboratore di giustizia forniva informazioni eccezionalmente riscontrate non soltanto da ulteriori deposizioni ma anche -e soprattutto -dalle inequivocabili risultanze del servizio di intercettazione telefonica eseguito tra il mese di febbraio ed il mese di agosto dell’anno 2000, integrandosi le prove acquisite in modo inconfutabile. Fondamentale era poi la ricostruzione dell’arnbizioso programma degli ORSI di costituire un ciclo integrato dei rifiuti per l’intera provincia casertana, evidenziandosi i forti sostegni -già palesatisi nelle occasioni in cui era necessario ottenere la certificazione antimafia -fruiti dagli imprenditori del clan.
Le indagini consentivano dunque di cogliere il passaggio degli ORSI dal clan Bidognetti al clan Schiavone (alle plurime dichiarazioni dei collaboratori si legava la prova documentale tratta dalla documentazione sequestrata a SCHIAVONE Vincenzo nel dicembre 2004), vicende confermate anche da Orsi Sergio (al netto delle sue sistematiche riduzioni narrative) nel suo recente conato collaborativo susseguente all’omicidio del fratello, il tutto prima di chiudere ogni ulteriore spazio di collaborazione avendo egli scelto la via transattiva mafiosa. I recenti apporti dichiarativi degli ex affilia del gruppo SETOLA, dissociatisi successivamente alla strage di Castel Volturno, permettendo di decifrare la causale dell’omicidio di Michele ORSI ed individuare gli autori, allargavano infatti gli orizzonti cognitivi sui retroscena dell’assassinio dell’imprenditore e sulle vicende che seguivano. Nel rilevarsi la rivendicazione operata dagli affiliati liberi del clan Bidognetti -sia prima che dopo l’omicidio -per il recupero dell’ingente credito mafioso conseguente al ritenuto tradimento del patto da parte degli ORSI, si tracciava il riavvicinamento di Orsi Sergio alla cellula stragista diretta da SETOLA Giuseppe; riavvicinamento indiscutibilmente agghiacciante, essendo operato dall’indagato -dopo l’omicidio del fratello Michele -non solo per ragioni di tutela personale (lo Stato aveva infatti garantito il trasferimento in località protetta, conseguentemente alla palesata volontà collaborativa) ma anche nella prospettiva di recuperare, retribuendo gli esattori mafiosi, ingenti crediti vantati, così da rinnovare la promessa di sostegno finanzi rio per il gruppo mafioso.
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ELENCO DELLE PERSONE COLPITE DALL’ORDINANZA APPLICATIVA DELLE MISURE CAUTELARI
1. ALFIERO Nicola, nato il 26107/1960 a Casal di Principe (CE);
2. BIDOGNETTI Aniello, nato il 11/12/1972 a Villaricca (NA);
3. BIDOGNETTI Claudio, nato il 01.10.1967 a Casal di Principe;
4. BIDOGNETTI Francesco, nato a Casal di Principe i129.01.1951;
5. CAVALIERE Mario, nato il 04/05/1972 a Casal di Principe (CE);
6. CIRILLO Alessandro, nato il 12/11/1976 a Caserta;
7. DI MAlO Francesco, nato il 17110/1968 a Mugnano di Napoli (NA);
8. FIORETTO Giosuè, nato a Napoli il 04.05.1963;
9. LETIZIA Armando, nato a Casal di Principe il 18.04.1953 (latitante); lO. MIELE Massimiliano, nato il 26107/1972 a Caserta; Il. ORSI Sergio, nato a Casal di Principe il 5/6/1957;
12. PAGANO Esterina, nata il 01101/1957 a Casal di Principe (CE);
13. VALENTE Giuseppe, nato in Mondragone il 12.09.1950;
14. VERDE Enrico, nato i113/11/1956 a Villa Literno (CE);
15. RUSSO Giovanni, nato il 13/06/1967 a Castel Volturno (CE).
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