Napoli-Gruppo Consiliare Popolo della Libertà Consigliere comunale Vincenzo Moretto

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pdl MORETTO (AN): “Troppi verbali di conciliazione da parte dei Sindacati in favore delle aziende”

 

“Le Organizzazioni sindacali, e per essi i loro rappresentanti, sottoscrivono con troppa leggerezza e facilità verbali di conciliazione a favore della aziende ed a scapito di tutti i lavoratori che vengono così licenziati quando non ce ne sarebbe davvero bisogno”. A denunciare alcuni comportamenti che potrebbero configurare anche reato penale, di taluni rappresentanti sindacali della cosiddetta “Triplice”, in ordine all’applicazione della legge nr. 223 del 1991 in “materia di cassa integrazione, mobilità, trattamenti di disoccupazione, attuazione di direttive della comunità europea, avviamento al lavoro ed altre disposizioni in materia di mercato del lavoro”, è il consigliere comunale Vincenzo MORETTO. “Tale pratica viene usata dalla aziende solo per espellere manodopera cinquantenne e poter assumere giovani ventenni guadagnandoci pure grazie agli incentivi concessi dal governo e dai sindacalisti della Triplice che avallano la richiesta dell’azienda di applicazione della 223, oltre ad imporre ai lavoratori licenziati i cosiddetti verbali di conciliazione. Quale potrebbe essere l’interesse del Sindacato ad utilizzare l’articolo 411 del c.p.c. che tutela esclusivamente il datore di lavoro, in quanto gli copre il rischio di una eventuale rivendicazione da parte del lavoratore di diritti pregressi non percepiti ?” – è quanto si domanda Moretto – “Tale formula non è imposta dalla Legge 223/91 che, invece, indica esclusivamente l’indirizzo per collocare i lavoratori in mobilità (licenziamenti), lì dove ci siano i presupposti ed a questo sono chiamati i Sindacati: a vigilare e verificare. Cosa si nasconde dietro l’interesse del Sindacato di far accettare la transazione art. 411 c.p.c. ai lavoratori licenziati, e controfirmare i verbali di conciliazione ? Andrebbe verificato se questi Sindacati dediti a tale prassi “oramai consolidata” “non percepiscano dalla aziende una percentuale che si aggira tra il 4 ed 15 per cento, facendo passare come vertenze i citati verbali di conciliazione imposti”. Se così fosse, gli introiti percepiti sin dal lontano 1991, anno in cui è entrata in vigore la legge 223, ammonterebbero a svariati milioni di euro e sarebbe cosa buona e giusta conoscere che e come sono stati utilizzati questi introiti. In sede sindacale, dunque, il lavoratore viene invogliato a sottoscrivere il verbale di accettazione delle condizioni di rinuncia a rivendicare i propri diritti pregressi, a favore di un incentivo all’esodo ed alla mobilità garantita sino al raggiungimento dei requisiti per la pensione. In questi casi il Sindacato quantifica quali sono i costi a carico dell’azienda così che quest’ultimo ottenga il via libera del Sindacato. Si tratta di un “modus operandi” al limite del reato penale eppure su queste vicende nessuno parla, né i lavoratori né, tanto meno, il Sindacato che ha tutto da guadagnare dall’espulsione dei lavoratori dal mondo del lavoro. In proposito” – conclude Moretto – “anche l’Onorevole Taglialatela ha presentato una interrogazione parlamentare al Ministro del Lavoro ed a quello delle Finanze affinché si indaghi e si faccia chiarezza”.

 

 

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