NAPOLI (15 settembre) di PAOLO MAINIEROFassino al Mattino/ «Nel Pd ciclo chiuso In Campania basta chiacchiere»

fassino.jpgNel suo viaggio al Sud Piero Fassino fa oggi tappa in Campania, prima a Napoli, poi ad Avellino, Benevento e Ercolano. Il coordinatore nazionale della mozione Franceschini anticipa a Il Mattino che in questa regione occorre dare un forte segno di discontinuità. E in questo senso boccia la candidatura di Enzo Amendola alla segreteria regionale del Pd. «È sostenuto dai potentati che da anni governano la Campania», dice.

Che Sud sta trovando nel suo viaggio?
«Il Pd ha il dovere, e la mozione Franceschini si caratterizza anche per questo, di proporre un progetto per l’Italia che consideri il Mezzogiorno una grande priorità. Assistiamo a un paradosso: il Sud dà molti voti al Pdl ma è ripagato da una politica che per il Sud non fa niente. Al contrario il Mezzogiorno è sospinto ai margini perchè nel governo, Lega a parte, prevale un gruppo dirigente, da Berlusconi a Tremonti a Scajola, nella cui testa il Sud non c’è».

Rispetto alla mozione Bersani quella Franceschini è più meridionalista?
«Non giudico gli altri. Dico invece che la mozione di Dario Franceschini assume la questione del Mezzogiorno come fondamentale. Il fatto che esista anche una questione settentrionale non significa che il Sud debba essere marginalizzato. E invece usciamo da un’estate in cui abbiamo avuto da un lato le esasperazioni di Bossi e dall’altro la proposta di un partito del Sud…».

Anche Bassolino si è dilungato molto su questa proposta…
«Non giudico le proposte da chi le discute. Dico però che il partito del Sud è una suggestione, con la Lega due facce della stessa medaglia e fondate sulla medesima illusione. Di fronte alle difficoltà e alle inadeguatezze se ognuno si richiude nel proprio campanile non ne esce rafforzato».

Franceschini in Campania ha chiesto una forte discontinuità e ha detto no all’ipotesi di una candidatura di Bassolino a sindaco. È d’accordo?
«Condivido Franceschini. In Campania si è esaurito un lungo ciclo, naturalmente fatto non solo di ombre ma anche di luci. Sarebbe ridicolo ridurre un quindicennio a un cumulo di errori o a una esaltazione acritica. L’esperienza di questi anni ha anche prodotti risultati positivi e innovazioni, ma in ogni caso è una stagione che volge a conclusione e non è riproponibile. Oggi dobbiamo proporre un rinnovamento della classe dirigente».

Le regionali saranno il primo banco di prova?
«Credo che il Pd debba innanzitutto avanzare una proposta progettuale forte che dica come immaginiamo la Campania di domani e come vogliamo restituire fiducia e speranza a quanti oggi non ce l’hanno. Per questo bisogna costruire anche uno schieramento credibile, a partire dal Pd che deve darsi radici più solide e proporre un’alleanza che guardi all’Idv, alle forze della sinistra che si riconoscono in una cultura di governo e verifichi la possibilità di una convergenza con l’Udc. Solo dopo, attraverso le primarie, si passerà alla scelta dei candidati. Che saranno tanti e autorevoli».

Tra gli aspiranti c’è il sindaco di Salerno De Luca.
«È certamente una personalità significativa che ha una lunga esperienza di dirigente politico, di amministratore e di deputato. Tra le personalità che possono aspirare alla candidatura c’è lui come altri. Le primarie consentiranno a ognuno di misurare il consenso».

A proposito di Udc, De Mita dice che andrà da solo. È tatticismo?
«Prendo atto di quanto ha detto. Ma mancano sette mesi al voto e il suo mi sembra più un posizionamento in una fase in cui si avviano colloqui e contatti che una decisione definitiva».

In Campania sostiene Leonardo Impegno alla segreteria regionale. È lui la novità?«Sì, Leonardo è una delle figure nuove che la politica campana offre. Ha spessore culturale, intelligenza, profonde radici sul territorio e credo che rappresenti bene la volontà di aprire e promuovere un nuovo ciclo».

Lo sfidante di Impegno è Enzo Amendola, che lei nominò segretario dei Ds in Campania.
«Lo conosco bene, fui io a mandarlo a Napoli e lo stimo e lo apprezzo. Tuttavia non posso non vedere che lo schieramento che lo sostiene è caratterizzato da una forte venatura di conservazione. Ancorchè bravo e giovane, Amendola rischia di essere prigioniero dei potentati politici che da anni governano in Campania. E tra i suoi principali sostenitori c’è anche Bassolino e questo rende certamente poco credibile che Amendola possa aprire una stagione nuova».
 

Related posts:

  1. MORETTO (AN): “San Paolo chiuso, dov’è l’autorevole voce del sindaco Iervolino ? Condivide, forse, la decisione ?”
  2. BASTA CHIACCHIERE, A VASTO PARTE IL CENTROSINISTRA
  3. Antonio Di Pietro il 4 settembre sarà in Campania
  4. Centro Studi Officina Volturno- Regi Lagni, 50 milioni di euro per risanamento ambientale- Ma i cittadini vogliono conoscere i tempi tecnici certi,quando inizieranno i lavori e quando termineranno…BASTA chiacchiere!
  5. Napoli, 3 settembre 2009 PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI IL SOGGETTO VICARIO DEL SOTTOSEGRETAO DI STATO PER L’EMERGENZA RIFIUTI IN CAMPANIA DI CUI ALL’ART. 1 DELL’ORDINANZA N. 3705 DEL 18.9.2008