MORETTO (AN): “Se c’è del marcio nel Servizio Patrimonio Immobiliare del Comune deve indagare a fondo la Procura della Repubblica”

moretto-vincenzo.jpg“C’è del marcio all’interno del Servizio Assegnazioni Alloggi del Comune di Napoli”. È quanto ha affermato il Vice Presidente del Consiglio Comune di Napoli, il consigliere del PDL Vincenzo MORETTO, commentando la notizia della lettera (con relativi allegati) che lo stesso ha inviato in proposito al Procuratore Capo, dr. Giovandomenico Lepore. “Periodicamente emergono casi anomali di cattiva gestione o peggio. Non di rado” – sottolinea Moretto – “sono emerse situazioni eclatanti che gettano una cattiva luce su una gestione a dir poco allegra. Il Comune di Napoli deve procedere alla vendita di parte del suo patrimonio immobiliare e ciò può suscitare gli interessi di personaggi dalla dubbia moralità che vogliono trarne un cospicuo profitto personale, specialmente dopo l’accordo stipulato lo scorso mese di maggio dall’Assessore pro tempore al Patrimonio e Demanio e l’ABI, dove sei gli istituti di credito apriranno mutui a tasso più che agevolato nei confronti di quegli inquilini che decidono di acquistare gli immobili del Patrimonio storico del Comune di Napoli. Dunque, ci potrebbe essere qualcuno che potrebbe avere interesse a cambiare alloggio comunale per ottenere uno di maggior prestigio. Come, ad esempio è il caso di un dipendente del Servizio Patrimonio che, dopo essere stato a Volla sempre in un alloggio del Comune di Napoli, nel 2007 riesce a farsi assegnare (o se lo assegna da solo) un appartamento in Via Manzoni a Napoli, sicuramente dal valore di molto superiore di quello di Volla. Inoltre, per non perdere l’alloggio di Volla, lascia in quell’appartamento il figlio maggiorenne, celibe. Si è così assicurato due appartamenti del Comune. Ci sono poi i casi relativi all’assegnatario di un alloggio (i nomi sono stati comunicati solo al Procuratore) che, nel giro di pochi anni, risulta assegnataria per ben tre volte, dal 1993 al 2008, di tre alloggi di proprietà comunale (esiste un criterio per l’assegnazione degli alloggi o vengono assegnati ad uso e consumo del personale dipendente del Comune ?). Il terzo caso riguarda un altro assegnatario di un alloggio comunale che, a seguito di accertamenti eseguiti nel 2008, si scopre essere residente in maniera ufficiale, con tanto di certificato di residenza, nel Comune di Sant’Anastasia e che nel suo alloggio abita una famiglia tailandese. A questo punto, avendo la residenza di un altro comune, avrebbe dovuto perdere il diritto all’assegnazione dell’alloggio. Invece, non si sa come, nell’anno 2009 la famiglia tailandese (pagava un fitto ?) scompare nel nulla e il cittadino napoletano ricompare miracolosamente nello stesso alloggio come si di lì non si fosse mai mosso. Del fatto è ha conoscenza del Servizio Assegnazione Immobili che sinora non ha fatto nulla. In tutti e tre i casi” – ha concluso Moretto – “vi sono sicuramente dei lati oscuri su cui è opportuno che venga fatta chiarezza dalla Procura della Repubblica su tutti i casi di cambio alloggi, perché tutto ciò lascia il ragionevole dubbio che, visto il piano di dismissione degli alloggi comunali, la permanenza in questi appartamenti potrebbe far nascere il diritto di prelazione in caso di acquisto dell’immobile a prezzi sicuramente non di mercato e con mutui molto agevolati”.

Si ringrazia per la fattiva collaborazione

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