MORETTO (AN): “La CGIL denuncia migliaia di posti a rischio e poi avalla i prepensionamenti concedendo la mobilità alle aziende non in crisi”
“La crisi economica a livello mondiale continua a fare paura, ma la CGIL si permette il lusso di far scioperare i suoi iscritti solo per dare una scossa al Governo Berlusconi. Quindi è chiaramente uno sciopero politico. È inconcepibile”. È quanto ha affermato il consigliere comunale Vincenzo MORETTO alla vigilia dello sciopero generale del prossimo 12 dicembre. “Con lo sciopero, Epifani e la sua organizzazione sindacale surroga quello che avrebbe dovuto fare la politica. Lo sciopero è un sacrificio per chi lo fa ed Epifani invece di mantenere unito il fronte sindacale fa di tutto per dividerlo. Fra l’altro” – ha aggiunto Moretto – “Epifani attacca dicendo che i cassintegrati sono aumentati di molto, che diecimila piccole e medie aziende sono a rischio. Eppure, se i vertici nazionali facessero una seria indagine fra i rappresentanti aziendali, scoprirebbe che molti suoi rappresentanti avallano, in maniera scorretta, l’applicazione della legge 223/91 sulla mobilità anche nei casi in cui l’azienda non è in crisi. È, invece, arrivato il momento di una applicazione rigida della 223 e non surrettizia dove prevalgono i sotterfugi e gli artifizi per una sua errata applicazione. Se si opponessero, insieme alla Cisl ed alla Uil, a quei “padroni” che vogliono fare soldi sulle spalle dei lavoratori e dell’Inps (quindi, in definitiva, sulle spalle dei cittadini), forse non sarebbero diecimila le azienda a rischio chiusura, ma molte di meno. Anche all’organizzazione degli industriali” – ha sottolineato Moretto – “ho contestato lo scorretto uso della legge 223 da parte degli industriali. L’applicazione con leggerezza della legge fa si che un lavoratore possa andare “in pensione anticipata” senza aver raggiunto l’età minima, scavalcando, di fatto, il cosiddetto requisito degli “scalini”. In Italia, sono sempre meno i lavoratori che vanno in pensione secondo i canoni previsti mentre da parte della maggioranza si continua a parlare di una riforma delle pensioni che allunghi la vita lavorativa. Caro Epifani” – ha concluso Moretto – “con il tuo modo di predicare bene e razzolare male dai spazio ad una guerra fra poveri, dove ci sono lavoratori (vedi quelli dell’Alitalia che hanno usufruito di uno scivolamento addirittura di sette anni) che vanno in pensione già all’età di 54 anni ed altri che saranno costretti a lavorare anche oltre i canonici sessantacinque anni. La crisi economica non è così ampia, ma se si allarga la platea dei prepensionati anche con aziende non in crisi, si fa un danno al Paese”.
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