L’alternativa di Luigi De Magistris

Al Parlamento europeo il centro-destra ha la maggioranza e in diversi Paesi avanza la destra populista e xenofoba. C’è molto da fare per il consolidamento dei diritti e per la realizzazione di un welfare che sia adeguato a un nuovo modello di sviluppo economico: il Trattato di Lisbona è di forte impronta liberista e debole nella tutela dei diritti dei lavoratori e nella lotta alle disuguaglianze, soprattutto sociali ed economiche. In Europa il centro-sinistra sta elaborando proposte interessanti, come in Francia alle ultime elezioni. Anche a Strasburgo, in talune votazioni, si è realizzata una maggioranza di centro-sinistra, con lo spostamento dei voti liberaldemocratici, che fa ben sperare. In Italia la risposta alla destra peronista, illiberale, populista e xenofoba del PDL di Berlusconi e Bossi non può essere il ritorno alla Prima repubblica: la costruzione di un centro in cui si colloca la più retriva conservazione che contrasta l’estremismo berlusconiano – pur condividendone le leggi approvate – per presentarsi da normalizzatrice. Un centro che va dal post-fascista Fini (che ha sempre approvato il disegno eversivo berlusconiano e che dopo aver scoperto all’improvviso legalità ed etica pubblica non ha il coraggio di votare la sfiducia al sottosegretario alla Giustizia Caliendo) a Casini (quindi Caltagirone, Cuffaro, Cesa, De Mita) passando per Rutelli (quello dello sfascio di Roma e dei salotti frequentati anche da persone della cricca di Anemone & C.). Al terzo polo guarda con priorità una parte significativa della dirigenza del Pd, che ne assegnerebbe la guida provvisoria anche a Tremonti, ministro della manovra economica di classe e della finanza creativa, che ha alimentato il dissesto e che ora fa il paladino dell’austerità (ovviamente sulla pelle dei più deboli). Di fronte a questo disegno reazionario la politica dell’alternativa e la società civile che resiste devono subito mettere in campo, uniti, un progetto forte e chiaro. Una piattaforma del cambiamento radicale, anticasta, che va da Di Pietro a Vendola, alla sinistra che pulsa fuori dal Parlamento, ai tanti movimenti, al popolo, agli elettori tutti che desiderano un’Italia meno diseguale, più pulita, con la Costituzione nel cuore, con politici onesti che perseguano l’interesse pubblico e non quello delle cricche, un progetto che abbia nella giustizia, nella questione morale, nella distribuzione delle ricchezze e in un cambiamento economico e sociale effettivo l’alternativa a un sistema di potere che distrugge la democrazia. Una squadra di donne e uomini con idee e passione che dia entusiasmo al popolo che, in movimento, ci darà la forza per vincere una sfida che sembra utopistica. Oggi per sognare, ogni giorno per cambiare. Se avremo coraggio anche la parte migliore del PD, che non vuole estinguersi nell’abbraccio “mortale” con Cuffaro e Bocchino, parteciperà, da protagonista, a un progetto che segnerà una svolta nel Paese.    

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