Gruppo Consiliare Popolo della Libertà Consigliere comunale Vincenzo Moretto

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MORETTO (AN): “Libertà di stampa a rischio ? Anzi, si può offendere e calunniare” 

 

“È un’accusa infondata e comica dire in giro per il mondo, così come fa l’internazionale della sinistra, che in Italia c’è un pericolo per la libertà di stampa”. Ad affermarlo è il Consigliere comunale del PDL, Vincenzo MORETTO, vice Presidente del Consiglio Comunale di Napoli, commentando l’iniziativa di sabato scorso a Roma. “Tutto è partito dal fatto che sono state intentate due azioni civili contro Repubblica e L’Unità” – ha aggiunto Moretto – “E’ in atto uno scontro di poteri nell’informazione e la manifestazione di sabato scorso ne è la prova lampante. Negli ultimi 10 anni sono 430 le querele dei politici, per il 68% tutte di esponenti di sinistra. E’ possibile che la libertà di stampa venga messa in pericolo solo per due querele di Berlusconi? Già questo da sola è sufficiente per smontare la tesi dei quotidiani nostrani. La libertà di stampa è una cosa” – sottolinea l’esponente del PDL – “la libertà di insultare e diffamare è, invece, qualcosa di completamente diverso. Ed è disonesto far credere ai cittadini che la libertà di stampa sia in pericolo. Mettere sotto i riflettori la vita privata del premier in nome di un improvviso moralismo, alla stregua di novelli Savonarola è deprecabile e farne una questione politica è una vigliaccata. Queste strumentalizzazioni, questi processi mediatici, non hanno nulla a che vedere con l’informazione del servizio pubblico” – ha aggiunto Moretto – “E’ incomprensibile privilegiare polemiche sul gossip nazionale solo per scimmiottare qualche quotidiano o rotocalco. Si attacchi il premier solo per le questioni politiche invece che per una notizia da quattro soldi. La difesa corporativa non fa bene all’autorevolezza dei media; specie in Italia, dove si ha una strana concezione del pluralismo dell’informazione. Ci sono giornali che si considerano depositari della verità e che giudicano gli altri che la pensano in modo diverso come nemici o servi: chi ha questa concezione, manifesta contro un ipotetico regime politico, per insediare un inaccettabile regime mediatico”.  

 

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