Fiore Marro commemora i morti di Pontelandolfo fatti trucidare dal bieco Cavour

SAN NICOLA LA STRADA – Sono trascorsi 149 anni ma nessuno dei Comitati delle Due Sicilie, associazione filo-borbonica, ha dimenticato quel tragico 14 agosto 1861, quando, su ordine del bieco Conte di Cavour, vennero trucidati i cittadini inermi (anziani, donne e bambini) di Pontelandolfo. Un eccidio che la Storia scritta dai Savoia ha sempre meticolosamente nascosto agli italiani. Pontelandolfo è un comune di 2.518 abitanti della provincia di Benevento e dista solo 35 Km dal capoluogo di provincia. Pontelandolfo è noto per essere stato, insieme con Casalduni, il 14 agosto 1861, teatro di un feroce eccidio, indiscriminatamente perpetrato dalle truppe sabaude sulle popolazioni civili inermi dei due comuni, come rappresaglia del massacro di 40 soldati e 4 Carabinieri fatti prigionieri, avvenuto nei giorni precedenti per mano di circa 200 reazionari (anzi sarebbe meglio chiamarli “Partigiani”) borbonici nel contesto storico del conflitto che insanguinò il Sud Italia. Per vendetta un battaglione di 500 “Bersaglieri”, comandati dal Colonnello Gaetano NEGRI, successivamente eletto Sindaco di Milano, massacrò oltre 200 cittadini e distrusse il paese incendiandolo. Moltissime donne furono stuprate prima di esser assassinate e non furono mai ufficialmente forniti dati ufficiali sul numero totale dei morti ammazzati. Stragi simili avvennero anche a Scurcola Marsicano, Pizzoli, Isernia, Montefalcione. Come ogni anno, Fiore MARRO, presidente nazionale dei “Comitati delle Due Sicilie”, ha commemorato l’avvenimento e così sabato 14 agosto scorso, insieme con decine di esponenti dei diversi comitati sparsi per tutta la penisola, hanno degnamente commemorare i “partigiani” borbonici che l’invasore sabaudo ha fatto passare alla Storia come “briganti”. Erano presenti una buona parte di giovani duosiciliani, provenienti da molte regioni, fra cui i coordinatori di Salerno, della Puglia, della Basilicata, di Napoli, del Lazio e di Caserta. La passeggiata, dura, è proseguita fino al fiume, luogo degli scontri tra Cosimo Giordano ed i bersaglieri, è stato il culmine della mattinata. Poi durante il ristoro, la consueta, oramai ben collaudata conferenza aperta a tutti i presenti. Presenti, fra gli altri, Fernando Riccardi, Angelo D’ambra, Alfonso Vellucci, Luigi Costantino, Rosaria Nappa, Italo Valente, Ezio Spina, Gianni Pisciotta, Silvio e Iulo Iannace, La banda Calvano, i Palmulli, Nestore Spadone, Francesco Egizio, Alfonso Pergolesi, Angela Dinuzzi.
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