Cosentino candidato a governatore del PDL?…Landolfi sceglie la prudenza “Dobbiamo seguire cosa dice Roma(di Conchita Sannino da la Repubblica Napoli) ”

cosentino3.jpgNemici concilianti. Sorridono, si danno la mano. Ma a ridosso della stessa platea si agitano gli sherpa, si formano convergenze, si misurano le correnti. Nicola Cosentino e Stefano Caldoro, i due “papabili” interni al Pdl per la candidatura alla Regione, si ritrovano allo stesso tavolo a tracciare una visione per la capitale del Mezzogiorno. Sarà uno dei due il designato, alla fine? O li brucerà il temuto Lettieri, o un altro terzo, planando sulle divisioni del partito? «I nomi vengono dopo», è il ragionevole quanto sospetto leit-motiv della mattinata di ieri a Bagnoli, per il forum promosso dal coordinatore regionale. Ma poi arrivano anche i primi distinguo alla candidatura “unica” di Cosentino, obiettivo per il quale sembra in fondo costruito il dibattito. Affiora qualche primo tono neutro, accanto ai pronunciamenti dei fedelissimi. Atteggiamento che comincia a trapelare, un po´ a sorpresa e con lieve correzione di mira, anche dalle parole del vicecoordinatore regionale Mario Landolfi. «Bisogna essere molti attenti nella scelta del nome. È chiaro che la spinta che viene dal territorio non può essere ignorata. Cosentino è il candidato naturale – suggerisce Landolfi – . Ma il territorio non può neanche disattendere le decisioni che vengono dai vertici nazionali».La premessa ufficiale è un conto: «Prima, il progetto. Poi il programma, poi si parlerà della la squadra», si affrettano a precisare alcuni parlamentari. Ma la dialettica in corso in queste ore, dice altro. Accanto alle relazioni ufficiali che scorrono al microfono di Città della Scienza, si legge il film dei contendenti in piena corsa. E dei rispettivi sponsor romani. Non sorprende che a fine serata l´unico intervento diretto sia quello di Luigi Cesaro, altra metà del potente asse campano. «Siamo classe dirigente e il nostro candidato è Cosentino», dice il presidente della Provincia. E poi: «Per il rilancio e la ripresa economica della Campania puntiamo e punteremo sempre di più sul territorio». Come dire: noi. La recriminazione più affilata arriva invece dal deputato Alfonso Papa, ex pm alla Procura di Napoli: «Non dobbiamo più stare sulla difensiva. Ai miei colleghi dico: non abbiate paura della magistratura. E di chi la agita come spauracchio». È un chiaro riferimento ad Alfredo Vito, avversario interno e autore della “profezia” già arrivata all´orecchio del premier, su eventuali sviluppi di un´inchiesta antimafia a carico di Cosentino. Papa sembra preparare un futuro terreno: «Sono stato formato alla cultura del riscontro, del garantismo. I pentiti dicono anche cose non vere. Vanno verificate subito, in silenzio, evitando fughe di notizie».All´appello del “padrone di casa” Cosentino rispondono così, oltre ai fedelissimi, anche i legittimi avversari di partito nell´agone per Santa Lucia. Arrivano infatti l´ex sottosegretario del precedente governo Berlusconi, Stefano Caldoro, il primo dei colleghi di partito che può soppiantare Cosentino nella scelta romana; e poi Giuseppe Gargani, europarlamentare; la deputata Erminia Mazzoni; il collega Pasquale Viespoli. Sono tutti i nomi che ricorrono nella rosa della designazione campana sottoposta al premier Berlusconi e al presidente della Camera Gianfranco Fini. Nomi citati, tra l´altro, anche da Bocchino e dal capogruppo alla Camera Maurizio Gasparri. Ma Caldoro vola alto: «Preferisco parlare di una strategia per la formazione, e non delle eccellenze, per una volta. Emigrano tanti giovani, non solo i ricercatori». Un accento di sincera criticità arriva poi da Gargani: «Il sud, e la Campania, sono stati per troppo tempo assenti, anche nella nostra agenda nazionale. Dobbiamo recuperare, tracciando una visione politica, e deve essere un obiettivo fondante». È dello stesso avviso Pasquale Viespoli, altra voce non ascrivibile al cartello Cosentino. «Parliamo degli obiettivi di sviluppo per il territorio. Non mi piace il tononomine. Anche perché il partito in Campania deve prima raggiungere due obiettivi: una forte capacità programmatica e la coesione della classe dirigente».

Nessun articolo correlato.

Comments Closed