PROGRAMMA CONCERTI DAL 3 AL 9 NOVEMBRE 2011 – JON GOMM, STEVE WYNN, GEGE’ TELESFORO, ERIC GUITAR DAVIS, E

giovedì 3 novembre

Apertura club ore 21,00 – concerti ore 22,30

Ingresso con tessera annuale 15 euro

JON GOMM

Jon Gomm è un singer-songwriter acustico con un incredibile stile chitarristico, molto virtuoso, che gli permette di creare contemporaneamente suoni di batteria, linee di basso e frizzanti melodie. Al centro di tutto questo c’è la composizione della canzone, e il suo repertorio originale è influenzato da tutto, da Robert Johnson ai Radiohead (ma in concerto non mancano mai anche un paio di cover riarrangiate con grandissima personalità). Quando lo vedi dal vivo non lo dimentichi più, non potendo credere che l’interminabile galleria di suoni che hai ascoltato possa essere stata prodotta da una sola chitarra acustica.

 

Oggi Jon Gomm va in tour per l’Europa, suonando in festival e club, sostenuto da un sempre più ampio gruppo di fan, ed è riconosciuto come uno dei maggiori talenti e dei chitarristi più innovativi della scena mondiale. I suoi video su Youtube contano decine di migliaia di viste, e il suo album di debutto “Hypertension”, pur essendo autoprodotto, ha venduto oltre 10.000 copie. Il nuovo album “Don’t Panic” è andato sold out su Amazon in 5 giorni.

 

“E’ una vera forza della natura, con questo suo approccio così fisico allo strumento. Ma è anche un ottimo compositore, con belle idee, molto coinvolgente” Accordo

“Una volta che superi le sue manovre e le sue tecniche sbalorditive, sarai premiato con con canzoni spettacolarmente belle” Blues and Soul magazine

“Apre la custodia della chitarra, per farci entrare dentro piccoli momenti di genio in ciascuna singola canzone” The Sunday Herald

 

“Questo è un album di grande bellezza, straordinaria musicalità e fantastico songwriting.” The Music Critic

 

 

venerdì 4 novembre

 

Apertura club ore 21,00 – concerti ore 22,30

 

INGRESSO 12 EURO

tessera mensile 8 euro

 

STEVE WYNN

AN EVENING WITH ACOUSTIC STEVE

 

STEVE WYNN—chitarra, voce

ERIK VAN LOO – chitarra, basso, cori

 

Steve Wynn al Big Mama torna, sempre. Ha superato quota 30 concerti nel club trasteverino. Uno dei posti, a suo dire, che ama “più di casa sua”. Wynn è stato un’artista seminale per tutta una generazione di musicisti e appassionati di rock. Dai primi anni ottanta con i Dream Syndicate, ai progetti paralleli fino all’attività solista, ha sempre avuto una qualità, una coerenza e un’espressività che pochi musicisti possono vantare in trenta anni di carriera. Al Big Mama, che ha sempre la gioia di averlo sul proprio palco, Steve Wynn presenterà i brani del suo nuovo album NORTHERN AGGRESSION, oltre a molto altro materiale della sua vasta produzione. Insieme a lui il bravissimo Erik Van Loo.

 

Steve Wynn sulle registrazioni di Northern Aggression:

 

“Mi ricordo di quando i Miracle 3 e sono entrati entro i limiti della città di Richmond, Virginia lo scorso autunno, pronti ad intraprendere la registrazione del nostro primo album di nuovo insieme dopo più di cinque anni.

Ero al telefono con il mio vecchio amico e compagno di band Stephen McCarthy (insieme a Wynn nei Gutterball), che scherzando mi ha avvertito di “lasciare la vostra aggressività del nord fuori dalla porta.” La frase era divertente, ironica e a proposito e quindi, naturalmente, è diventata la frase preferita durante la sessione di registrazione e, dunque, è diventato inevitabilmente il titolo del disco.

Siamo stati veloci, duri, ondeggianti, ma siamo anche scivolati verso i ritmi più lenti, più distesi, trascinati, propri dello stile di vita del Sud per una settimana. Chiunque abbia seguito la mia storia musicale e le mie registrazioni sa che io amo gettarmi con miei amici musicisti in un territorio sconosciuto, lasciando aperta la possibilità della sorpresa, dello sconcerto, dell’ispirazione e dell’avventura.

 

E i risultati, la scontro frontale delle personalità e delle culture ha un senso. Io penso che Northern Aggression sia psichedelico, unto, subdolo, maniacale, saggio, esperto, nervoso e logoro, in tutti i posti giusti. Abbiamo certamente avuto la libertà di lasciarlo volare. Lavorare con il team di progettazione di Bruce e Adrian Olsen (il primo ha costruito entrambi gli album di Gutterball, quest’ultimo è stato scaraventato dal padre nello studio appena smessi i pannolini) ha permesso A Jason, Linda, Dave e me di lavorare comodamente, prendendoci i nostri tempi.

Bruce era dietro il banco mixer alle 8 ogni mattina. Adrian avrebbe chiuso bottega intorno alle 2 del mattino successivo. Penso che abbiamo dormito qualche ora fra un turno e l’altro, ma veramente poco…

 

Northern Aggression è il terzo album che Jason Victor, Linda Pitmon, Dave DeCastro ed io abbiamo fatto insieme (gli altri erano Static Transmission e … tick … tick … tick).

Il titolo può far pensare a un riferimento con la linea Mason/Dixon (La linea Mason-Dixon è una linea di demarcazione tra quattro stati degli Stati Uniti d’America, che forma parte dei confini della Pennsylvania, del Maryland, del Delaware e del West Virginia. La linea fu tracciata tra il 1763 ed il 1767 dagli agronomi inglesi Charles Mason e Jeremiah Dixon, per risolvere una disputa di confine tra le colonie britanniche della Pennsylvania e del Maryland dell’America coloniale), e dunque pensare a una “Guerra di aggressione del Nord.”

 

Ma questa non è stata una guerra civile, non una cruenta battaglia, nessuna rievocazione storica.

No, ero io la Miracle 3 a fare quello che sappiamo fare meglio, in un costruttivo conflitto tra noi, nel nostro ambiente, a briglia sciolta fino a quando tutto è stato finito ed inciso.

 

Per parafrasare Ornette Coleman, Questa è la nostra Northern Aggression. Enjoy.”

 

Steve Wynn

 

STEVE WYNN – BIO

 

STEVE WYNN è uno dei poeti rock contemporanei più sensibili. Wynn va visto per capire cosa significa un suo concerto. Il suo viso, rassicurante e sorridente, la sua gentilezza d’altri tempi, è capace sul palco di essere affiancata da un’energia pari soltanto alla bellezza delle sue canzoni.

 

STEVE WYNN è uno dei personaggi piu’ importanti della scena indipendente USA fin dall’inizio degli anni ottanta quando con i Dream Syndicate, di cui è stato fondatore e leader, è divenuto perno fondamentale del movimento “Paisley Underground”, corrente musicale che univa lo spirito musicale degli anni ‘60 a temi attuali, e con cui ha pubblicato cinque importanti album.

Nel 1988 i Syndicate si sciolgono. Wynn continua il suo viaggio da solo approdando al suo debutto come solista con “Kerosene man” (Rhino 1990), un disco dalle atmosfere e dai suoni aspri, taglienti ed introversi, ma capace anche di assumere tratti morbidi e struggenti. Il disco, in equilibrio fra i nuovi stimoli e lo stile Syndicate, segna il ritorno alla ribalta dell’artista californiano.

Il secondo capitolo discografico, “Dazzling Display” (Rhino 1992), sugella il nuovo corso di Wynn. Il lavoro porta stretto a sè il bagaglio emozionale della precedente fatica , ma ora con uno sviluppo piu’ uniforme. Fra le collaborazioni spiccano quelle di Vicky Peterson delle Bangles e di Pete Buck dei R.E.M., amico di vecchia data di Steve, il quale collabora nella composizione della title-track, scritta all’indomani della Guerra del Golfo.

Segue “Fluorescent” (1994). E’ il disco più intimista dell’artista statunitense, dove certa psichedelia cede il passo a una stuttura musicale più morbida e profonda che a tratti ricorda Joni Mitchell.

Oltre alla sua carriera solista, Steve Wynn collabora con i Gutterball, una band composta da elementi provenienti dai Long Ryders, House of Freaks e Love Tractor. Pubblicano due cd: il primo, omonimo, e “Weasel”. Quest’ultimo è accolto in modo entusiasta dal pubblico e dalla critica specializzata. Riviste come Rolling Stone e Spin esaltano questa superband, definendo eccezionale “quella spontanea combustione musicale che sono i Gutterball”.

 

“Melting in the dark” (Zero Hour1996) segna il ritorno al suono più acido e distorto che riporta alle incisioni dei Dream Syndicate dei primi anni ’80. L’album è il risultato di una fruttuosa collaborazione con i bostoniani Come. La maggior parte dei brani è stata registrata durante una sessione – fiume di sedici ore nei Fort Apache Studios di Boston. Intenzione era di creare un album dal forte impatto sonoro e capace di comunicare con l’immediatezza di un concerto.

“Sweetness and light” (Zero Hour 1997). segue grossomodo la linea musicale del disco precedente. Elettricità e vitalità irrefrenabile unita al gusto e alla compostezza di canzoni che toccano il cuore.

IL 1999 è segnato dal nuovo lavoro di WYNN, il bellissimo ‘My Midnight’ (Zero Hour 1999), un cd che si discosta dai precedenti, conferendo al suo stile quelle caratteristiche di versatilità artistica che i lavori precedenti mantenevano celati. Un maggiore uso dell’organo e dei fiati rendono le undici tracce di cui è composto l’album fresco, gradevole, estremamente ‘musicale’. Un disco da songwriter di razza, pronto a sorprendere quanti tentano di imbrigliarlo in questo o quel riferimento artistico.

Nel 2001 Steve pubblica HERE COME THE MIRACLE, un doppio cd contenente 19 brani. Importanti riviste, come ROLLING STONE, lo acclamano come il suo capolavoro post dream Syndicate, dedicandogli una recensione entusiasmante. Il cd è una summa del lavoro ventennale del musicista. Rock, blues, psichedelia, deserti, bar notturni, neon, vento bollente del deserto americano, e molto altro ancora.

 

In un’intervista rilsciata al settimanale Mucchio Selvaggio del 2001, STEVE WYNN afferma, rivolto al giornalista Gianluca Testani: ‘Stavo mettendo a posto un po’ di carte, scalette di concerti e roba del genere e mi sono reso conto che il club in cui ho tenuto più concerti in tutta la mia vita è il BIG MAMA di Roma, ci crederesti? Adoro tutto di quel posto!!.

A conferma del sentimento reciproco che unisce l’artista e il club,nel 2002 Wynn pubblica Steve Wynn & Miracle 3 – Live at Big Mama, un disco che esce allegato alla rivista musicale Mucchio Extra. Il cd ha un grande successo presso i moltissimi fan italiani. Un modo per considerare il rapporto con il Big Mama in modo speciale. In scaletta molti grandi successi.

 

Con Con Static Transmission, del 2003 Wynn prosegue nel suo cammino tracciato in questi anni. E’ una degna prosecuzione di Here Comes The Miracle, con i Miracle 3 (Jason Victor, Dave Decastro e Linda Pitmon) in forma smagliante e Chris Cacavas che presta la sua preziosa opera a piano e tastiere.

 

Altro cd di grandissima portata è TICK…TICK…TICK, del 2005, un disco potente, aspro, straordinariamente musicale. Undici brani suonati ed interpretati come solo lui riesce. Sempre accompagnato dai Miracle 3, il lavoro sottolinea lo stato di grazia (da molti anni a questa parte) di cui gode questo straordinario e coerente musicista, uno degli artefici del sound che ha reso famosi i REM (del resto lo hanno sempre riconosciuto) e tutta la scena collegata.

 

Nel 2008 pubblica, come Steve Wynn (dunque senza i Miracle 3) CROSSING DRAGON BRIDGE, registrato a Lubjana, uno dei suoi album più personali. Intimo quanto basta per apprezzare ballate come “She came”, o la presenza in alcuni brani di un’orchestra (con cui Wynn compirà, l’anno successivo, anche un tour). In generale un disco meno “arrabbiato” ma di sorprendente godibilità.

 

Del 2010 è NORTHERN AGGRESSION, il terzo album che Wynn registra con i Miracle 3 (Jason Victor, Linda Pitmon, Dave DeCastro) dopo Static Transmission e … tick … tick … tick. Ed è un disco spigoloso, tirato, molto rock’n’ roll. il disco di un musicista che raramente pigia sul freno mentre è lanciato nella corsa creativa della sua musica.

 

 

 

sabato 5 e domenica 6 novembre

 

GEGE’ TELESFORO 4TET

 

Apertura club ore 21,00 – concerti ore 22,30

 

INGRESSO 15 EURO

tessera mensile 8 euro

 

 

GeGè Telesforo porta “on tour” uno dei progetti più interessanti e coinvolgenti del panorama musicale italiano odierno, con alcuni fra i più quotati professionisti del jazz italiano.

Il concerto presenta un vero e proprio spettacolo in musica che propone al pubblico il repertorio scelto da Telesforo dalla recente pubblicazione discografica “So Cool” (e dagli altri lavori del vocalist foggiano) con il quale ha raccolto consensi di critica e pubblico partecipando, fra gli altri Festival e Rassegne, anche al “The Best of Italian Jazz in Shanghai” in occasione dell’EXPO Universale nell’Ottobre 2010. Considerato uno dei migliori specialisti dello scat a livello internazionale, vincitore del Jazzit Award 2010 come miglior voce maschile Jazz, GeGè Telesforo avrà al suo fianco Giuseppe Bassi, contrabbassista con esperienza internazionale; il drumming raffinato di Marco Valeri,; Domenico Sanna, pianista , considerato tra i migliori nuovi talenti del jazz italiano.

 

GEGÈ TELESFORO VOCALS, PERCUSSIONS

DOMENICO SANNA PIANO

GIUSEPPE BASSI DOUBLEBASS

MARCO VALERI DRUMS

 

 

martedì 8 novembre

 

Apertura club ore 21,00 – concerti ore 22,30

Ingresso con tessera annuale 15 euro

 

3 MAN BAND + OSPITI

Ricordando David Brill 20 anni dopo

 

Venti anni fa, in un incidente automobilistico, scompariva prematuramente David Brill, figlio di Mick Brill, splendido bassista – e splendido essere umano – di tantissime formazioni musicali che negli ultimi trenta anni hanno animato i locali romani che promuovono la musica dal vivo.

 

Questa serata, in cui si esibiranno i 3 Man band (una delle tante formazioni in cui suona Mick) è dedicata al ricordo di David. Sul palco saliranno tanti, tantissimi ospiti, che avranno come unico scopo quello di suonare così forte da farsi sentire lontano. Molto lontano. Al di la’ delle nuvole.

 

SCHEDA 3 MAN BAND

 

Il Blues rock è un genere di musica che combina elementi del rock e del blues. Nonostante gran parte della musica rock fosse ispirata al blues sin dalle origini, il genere blues-rock si sviluppò definitivamente come sottogenere dai tardi anni sessanta. Uno dei precursori di questo stile può essere considerato il chitarrista americano Lonnie Mack, che nel 1963 sviluppò uno stile di chitarra che poteva essere considerato blues-rock. Quell’anno, egli realizzò diversi album con una chitarra rock fortemente influenzata dal blues, che può essere sentita nelle hit “Memphis” e “Wham!”.

Il blues-rock enfatizzava due aspetti specifici: la classica struttura blues a tre accordi, e l’improvvisazione strumentale. Ispirandosi all’idea di una combo strumentale e di un’amplificazione ad alto volume tipiche della musica rock, i primi gruppi blues rock – come i Cream, che venivano dalla tradizione british blues di Alexis Korner e John Mayall, ma anche da quella americana di Paul Butterfield Blues Band e Canned Heat – tentavano anche di suonare lunghe e coinvolgenti improvvisazioni che erano tipiche del jazz, ma anche delle esibizioni blues dal vivo. Questo nuovo ibrido divenne abbastanza popolare, e le band successive, riconosciute nella corrente boogie rock, si presentarono più dure, dirette, e quindi maggiormente orientate sui riff. Da questa unione ebbero origine, tra la fine degli anni sessanta e primi settanta, l’heavy metal e il southern rock, i quali entrambi presentavano i giri base del blues e lunghi assoli in risalto. Nei primi anni settanta, la linea tra blues rock e hard rock era difficilmente visibile, mentre band come i ZZ Top adottarono tecniche di produzione più commerciali che tendevano ad oscurare le loro radici blues. Comunque, nonostante il blues rock abbia mantenuto un legame e dei punti di contatto stabili con l’hard rock e affini durante tutti gli anni ’70, ad un certo punto questo iniziò a distaccarsi. Infatti negli anni ottanta e novanta, il blues rock divenne più legato alle sue radici rispetto agli anni sessanta e settanta, anche se artisti come Fabulous Thunderbirds e Stevie Ray Vaughan potevano essere considerati ancora delle rock star. A partire dagli anni ottanta, il blues rock cominciò a diventare una tradizione accettata allo stesso modo del blues, mentre oggi esistono una serie di gruppi che continuano a mantenere gli standard del blues e a scrivere le proprie canzoni con lo stesso linguaggio.

 

Il concerto di stasera vede la presenza di uno dei protagonisti di questo sound, il bassista MICK BRILL, accompagnato da FULVIO FELICIANO alla chitarra e PINO LIBERTI alla batteria.

 

mercoledì 9 novembre

 

Apertura club ore 21,00 – concerti ore 22,30

Ingresso con tessera annuale 15 euro

 

EDDIE “GUITAR” DAVIES

& LUCA GIORDANO Band

 

Eric Davis nasce a Chicago negli anni settanta da Dorothy Walker e dall’affermato batterista Bobby Davis, ricordato per aver affiancato numerosi artisti come Otis Rush, Eddie Boyd e Matt Guitar Murhpy oltre all’apparizione nel film Blues Brothers insieme a Ray Charles.

Eric segue sin da piccolo le orme del padre, che lo inserisce nel circuito del Chicago Blues dell’epoca.

 

All’età di soli dieci anni Eric Davis lavora già regolarmente come batterista per Junior Wells, Lefty Dizz, Buddy Guy, BB King e molti altri, finchè un giorno, in seguito ad una discussione con Buddy Guy che lo incoraggia ad avvicinarsi alla chitarra, decide di voler diventare un chitarrista Blues.

 

Dopo circa trenta anni da quel giorno, Eddie Davis è riconosciuto come uno dei più giovani affermati talenti Rock Blues nell’area dell’Illinois, distinguedosi per il suo show super energico e per la sua calda e carismatica voce dai toni scuri.

Si esibisce regolarmente nei più famosi club della Windy City e in tutto l’Illinois, attirando l’attenzione su di sé anche da parte dei veterani del genere stesso.

Ha collaborato con Jimmy Burns, Big James and the Chicago Playboys, and Cadillac Dave and his Redhots e presenze sul palco insieme a grandi nomi come Tyrone Davis, Koko Taylor, Billy Branch & The Sons of The Blues, Buddy Guy e molti altri.

 

Dopo l’esordio con “Here Comes Trouble”, recentemente è uscito “Trouble Makin Man”, in cui vengono catturate le principali catteristiche del suo live show, grinta ed energia pura.

 

Per Eric la sua musica rappresenta una via di fuga dalla realtà, raccontando nei suoi brani le proprie esperienze di vita ed emozioni, ed è questo che crea una forte connessione con il proprio pubblico.

Ad accompagnarlo in questo tour l’ottima band di Luca Giordano, chitarrista abruzzese dei migliori che possa esprimere il nostro paese.

 

ERIC DAVIS – CHITARRA E VOCE

LUCA GIORDANO – CHITARRA E VOCE

WALTER CERASANI – BASSO

ENRICO CECCONI – BATTERIA

 

Related posts:

  1. BIG MAMA- PROGRAMMA CONCERTI DAL 1 AL 7 DICEMBRE 2011
  2. BIG MAMA – PROGRAMMA CONCERTI DAL 4 AL 14 GENNAIO 2012
  3. GIOVEDI 9 FEBBRAIO Apertura club ore 21,00 – concerti ore 22,30
  4. Venerdì 20 Gennaio: STARFRAMES + LEROS @ La Gatta Bebop