Al dottor Martin Schulz Presidente del Parlamento Europeo

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Il Presidente

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Accusiamo ricevuta del v/s messaggio. Provvederemo quanto prima ad inviare una risposta

sabato 1 ottobre 2011 ore 12.00

 

Petizione al Parlamento Europeo.

Iscritta al Ruolo Generale della Presidenza del Parlamento Europeo con il n.1003/2011

Al Signor Presidente

Parlamento Europeo

SEDE

Oggetto :a.) Petizione inoltrata ai sensi del Titolo 5° – art.II-104 della Costituzione Europea e dell’art.227 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea.

 

b.) Richiesta d’adozione da parte del Parlamento Europeo di una Normativa, Risoluzione, Direttiva Comunitaria uguale e con la stessa valenza in tutti gli Stati membri della UE.

 

 

 

Signor Presidente,

 

 

 

la Costituzione Europea al Titolo 3° art.II-81 pur riconoscendo e rispettando diritti, non ha specificatamente riconosciuta quale persona quella relativa ai portatori di handicap psichici, lasciando agli Stati membri la competenza delle politiche economiche-sanitarie, malgrado che la Commissione Europea “raccomanda” di “attribuire alla salute mentale una maggiore importanza in particolare verso bambini, giovani, persone anziane nonché sul luogo di lavoro” ( risposta alla mia Petizione n.146/99 del 29 maggio 2000 290.531 CM/412554IT doc. prot. 120359 Commissione Europea per le Petizioni.)

 

 

 

Mi permetto informare che ho ricevuto dalla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo di Strasburgo (CEDH-LIT 1.OR [CD%] PC/ENI/ahu 4 dicembre 2008) la Sentenza di irricevibilità del mio Ricorso rubricato al n.44330/06 del 2 novembre 2006, inoltrato contro la decisione della “Commissione Europea per le Petizioni” inerente la “incompetenza legislativa della UE nel settore della sanità pubblica compresa l’ambito della infermità mentale ( prot.PS/rq [02 Com.PETI (2005)D1087] del 10 gennaio 2005 Commissioni per le Petizioni UE ) e ribadita con prot. SANCO/MH/JS/cd (2006) 340616 del 19 dicembre 2006 dal Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso che ha riconfermato che “la Commissione Europea non ha alcuna intenzione di proporre una Direttiva sulla salute mentale”.

 

 

 

L’argomentazione indotta dalla “Corte Europea per i Diritti dell’Uomo” di Strasburgo, per la quale non oso esprimere alcun commento, ma considerare, fatto salvo quello di riaffermare fra i tanti, che i diritti di ciascuno “uniti nella diversità” danno “uno spazio privilegiato della speranza umana” (Preambolo Costituzione Europea ) e che “ogni persona ha diritto alla libertà ed alla sicurezza” (Titolo II° art. II-66).

 

 

 

E questo non si può negare a nessuno!

 

 

 

Ma afferma letteralmente la Sentenza di : “un diritto invocato che non figura tra i diritti e le libertà garantiti dalla Convenzione. ( Quale? ) Ne consegue che il Ricorso è incompatibile ratione materiae con le disposizioni della Convenzione ai sensi dell’art.35/3. La decisione adotta dalla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo è definitiva.

 

 

 

Ma i diritti e le libertà sono garantiti da tutti i Trattati Internazionali !

 

 

 

La motivazione del Ricorso, inoltrato alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, era costituita dalla carenza nella Costituzione Europea del non aver specificatamente riconosciuta quale persona, quella relativa ai portatori di handicap psichici che, in Italia come nella UE sono in continua evoluzione e costituiscono un peso sociale e, poco sanitario, non indifferente e richiedente una specifica Normativa, Risoluzione o Direttiva Comunitaria uguale e con la stessa valenza per tutti gli Stati Membri della UE, ed è la riconferma della validità della mia proposizione per la situazione in cui “vivono” i sofferenti psichici “governati” da provvedimenti sociali e sanitari diversificati in Europa.

 

 

 

Le persone colpite da queste patologie sono da ritenersi, per brevità, vittime in violazione di vari Trattati Internazionali, della Decisione n. 1786/2002 del Parlamento Europeo nel campo della sanità pubblica 2003/2008, della “Dichiarazione dei diritti dell’handicappato mentale” dell’ONU, della “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità” dell’ONU, della “Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’Uomo” e soprattutto della “Costituzione Europea”, che ha suscitato tante speranze fra i sostenitori dell’integrazione politico-economica al fine dell’elaborazione di una strategia globale su scala comunitaria per la tutela della salute mentale in Europa.

 

 

 

Una Raccomandazione del Consiglio d’Europa del 2006 per migliorare la vita delle persone disabili dal 2006 al 2015 è stata diramata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa ed è stata rivolta agli Stati membri della UE con l’obiettivo di integrare i diritti umani, la non discriminazione, le pari opportunità per promuovere un approccio basato sulla dimensione sociale, la salute, la protezione contro le violenze e gli abusi alle persone disabili che hanno bisogno di assistenza elevata.

 

 

 

A volte i trattamenti sanitari diversificano nei Paesi UE e la creazione di un quadro di riferimento comunitario per i servizi sanitari transfrontalieri ai cittadini europei potrebbero garantire una maggiore certezza del diritto a favorire la cooperazione tra i sistemi sanitari degli Stati membri, di cui non si può tralasciare la malattia mentale disattesa dalla Costituzione Europea, dal contrasto delle sopracitate Dichiarazioni e dal considerare che la Commissione Europea è Istituzione in Europa investita dai Trattati ( art.192.2) del potere d’iniziativa legislativa nell’ambito delle competenze della UE.

 

 

 

E’ da rilevare che lo stesso Parlamento Europeo si è espresso molto chiaramente nel “Promuovere la salute mentale degli Europei” (Risoluzione del 6 settembre 2006 ), chiedendo l’adozione di una legislazione che sancisca i principi e gli obiettivi della politica in materia di salute mentale e benessere della popolazione, invitando a ricorrere ai fondi europei e sollecitando campagne d’informazione per promuovere la salute mentale ed a destigmatizzarne i disturbi, adottando programmi di prevenzione dei suicidi ed attribuire particolare attenzione ai giovani, agli anziani ed alle condizioni lavorative.

 

 

 

Una legislazione nuova, Signor Presidente, non potrebbe che alleviare questo disagio sociale e risolvere il problema che attesta la necessità di una urgente ed improrogabile Normativa Comunitaria di riorganizzazione dell’assistenza psichiatrica ed il Parlamento Europeo ne deve tener conto perché sia tenuta nella migliore considerazione l’esigenza dei malati e delle loro famiglie a tutt’oggi lasciate sole e per la sicurezza di tutti i cittadini.

 

 

 

E’ quanto mi permetto richiedere alla solidarietà di tutto l’Europarlamento, affinché il Consesso possa adottare una Normativa d’adeguamento comunitario ritenuta necessaria ed urgente e di uguale validità in tutti gli Stati UE, attesa da molto tempo dall’opinione pubblica.

 

 

 

Signor Presidente garantendo in maniera legislativa la tutela della salute di tutti i sofferenti psichici europei, cittadini come gli altri che necessitano ed abbisognano più degli altri di promozione della loro dignità e dei loro diritti, si garantisce la sicurezza dei cittadini UE e come diceva Dostojevskij una società va giudicata a seconda del trattamento che riserva ai malati di mente, poiché bisogna “guardarli” come persone e non solo come portatori di patologie più o meno gravi.

 

 

 

In attesa, porgo deferenti ossequi.

 

 

 

Previte

 

Previte Francesco

 

previtefelice@alice.it

 

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01/10/2011

 

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