8 settembre 2010 di Iole Pozzi
Gentile Redazione, Vito Mancuso ha posto una domanda che, nel mezzo delle spaccature politiche, ha coinvolto anche le coscienze dei lettori; della mia certamente. E’ etico per uno scrittore pubblicare con una casa editrice che si è avvalsa di una agevolazione fiscale cucita dal proprietario della casa editrice nonché Presidente del Consiglio famoso in Italia e nel Mondo per le leggi ad personam? Non a caso la legge che prevede le agevolazioni di cui sopra è stata subito ribattezzata “ad aziendam”. Ricordo che già Saviano si era posto il problema. Sarebbe stato interessante sentire la voce dei lettori che, in definitiva, sono “i fruitori finali” del prodotto e determinano il successo di un libro e i ricavi dell’Azienda. Non ho mai aderito al Bo.Bi (Boicotta il Biscione) tuttavia mi sono posta il problema se sia etico anche da parte del lettore acquistare libri da una Casa Editrice che fa parte del gigantesco conflitto di interessi contro cui mi sono appellata più volte. Ebbene le dico francamente, che da un paio di anni circa (è casuale che il periodo coincida con le ultime elezioni politiche) mi sono privata di molti autori “targati” Mondatori/Einaudi. E’ vero che gli autori si rapportano agli uomini che nella Casa Editrice lavorano ma credo sia difficile instaurare con loro un discorso politico/etico per evidenti ragioni di mercato e di pubblicazione. Si bada al lavoro ben fatto garantendo la libertà di espressione e circolazione di idee (e ci mancherebbe!!). Ho pensato che non comprando lasciavo un libro sullo scaffale e quindi non facevo un piacere all’autore. Ma una ritrosia spontanea mi dettava tale comportamento. L’Etica di uno scrittore dovrebbe (soprattutto se è contro un certo modo di fare politica) conciliare le idee con il profitto e con la convinzione e la condivisione che le “alte sfere amministrative” rispettino la legalità e non si avvalgano di misure legiferate “ a proprio vantaggio”. La possibilità per mantenere questa etica editoriale sarebbe stata: non trarre vantaggio dalla legge. La Mondadori chiede: perchè no? Perché è legata al Presidente del Consiglio in un intreccio economico/finanziario da cui i vertici stessi della Casa Editrice non hanno mai cercato di allontanarsi. E’ giusto e meritorio che un autore si ponga e sollevi quesiti importanti di etica; se non se li pone un uomo di pensiero e penna chi altri?
Cari saluti1 Iole Pozzi
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