Il Procuratore generale Vincenzo Galgano disgustato per i danni all’ambiente fatti sul Litorale Domizio…

La rabbia dei magistrati: ladri di futuro danni gravissimi Da Galgano strali anche su Bertolaso: doveva occuparsene da commissario ai rifiuti Fonte: Il Mattino L’emergenza rifiuti? Non è finita, non è mai finita. E quella ambientale, il disastro di coste e terreni, è tutta lì, raccontata dai drammatici fotogrammi del filmato girato dalla Guardia di Finanza durante i sopralluoghi lungo l’asta valliva dei Regi Lagni. Il procuratore generale Vincenzo Galgano indica le immagini ai giornalisti e non nasconde il raccapriccio e il disgusto per un pezzo di paradiso terrestre diventato periferia dell’inferno: da Napoli a Gaeta, arenili larghi e chiari trasformati in melma, pineta fitta sventrata dal cemento. Galgano, fiero dei risultati ottenuti grazie al coordinamento tra due Procure e nonostante l’assoluta scarsità di mezzi e di risorse di cassa, non risparmia però niente e nessuno: la coscienza dei singoli, avvelenatori di terre e di acque, e gli enti pubblici «che non hanno svolto bene la loro funzione», a partire dalla Regione Campania e fino a Bertolaso: «L’emergenza rifiuti non è finita. Di questo doveva occuparsi anche il sottosegretario Bertolaso con il suo commissariato, scaduto qualche mese fa». Nel corso della conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche i procuratori di Nola, Paolo Mancuso con il pm Giuseppe Visone, e di Santa Maria Capua Vetere, Corrado Lembo, accompagnato dall’aggiunto Raffaella Capasso, dal nuovo capo della Procura di Isernia, Paolo Albano e dal pm Donato Ceglie, Galgano ha denunciato che «questo disastro ambientale è particolarmente grave perché ruba ai cittadini e ai loro figli spiagge e mare puliti, contamina l’ambiente in quella che duemila anni fa era Campania Felix e doveva di nuovo esserlo. Spero che questo futuro sia presto restituito alla Campania attraverso bonifiche urgenti e complesse». Un concetto ripreso anche da Lembo che ha definito gli inquinatori «ladri del futuro». Martedì, in occasione del tavolo periodico di confronto con il ministro Maroni, presso la prefettura di Caserta, proporrà la redazione di un protocollo nazionale i cui compiti saranno la mappatura dei crimini ambientali, l’individuazione delle aree di criticità, le indagini scientifiche ed epidemiologiche, i programmi di bonifica. Da Donato Ceglie il paradosso delle ultime ore: «In questi giorni i depuratori sono fermi ma l’attuale blocco non deve spaventare. I canali che sfociano in mare sono meno inquinati dell’acqua che passa tra le griglie contaminate dei depuratori». Paolo Mancuso, infine, ha ricordato che «la Regione ha stanziato 50 milioni per la bonifica. Dopo quanto si è scoperto, c’è da augurarsi che tanti soldi siano davvero spesi, e bene».
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