Un berlusconismo senza Berlusconi. Rosario Amico Roxas
L’ultima, in ordine di tempo, intervista di Casini a “La Stampa”, dove prospetta scenari centristi alternativi al PdL, appare più un messaggio subliminare diretto proprio al PdL che non una ipotesi concreta per una robusta terapia antivirale, per superare la fase acuta della patologia berlusconiana.
A meno che nell’UDC non si sia levata una fronda interna che ha palesato possibili perdite di “pezzi” importanti e credibili, per lasciare il partito di Casini nelle mani, o nelle grinfie, di portatori di consensi e di alleanze trasversali che non sono certamente forieri di onorate progettualità.
Ma l’impressione che rimane è che si tratta solo di “prove tecniche del dopo Berlusconi”, valutato anche il crollo verticale della credibilità italiana a livello internazionale, a cominciare da USA e Russia, ma con una ingenuità dissacrante.
Ma non si progetta un dopo-Berlusconi senza affrontare chirurgicamente il tumore del berlusconismo, che ha fatto precipitare l’Italia nel nichilismo e nel qualunquismo alla ricerca di consensi “a tutti i costi” e “in qualunque maniera”..
C’è una paura diffusa ad affrontare i grandi temi etici della politica, dell’economia e della lotta al malaffare, perchè , indistintamente tutti i partiti, ne hanno profittato ed hanno goduto delle norme da “libera uscita” che hanno consentito i tanto apprezzati personalismi, con annessi vantaggi.
Per cacciare via Berlusconi bisogna eradicare la mentalità berlusconiana con una rivoluzione culturale che ricomponga l’attuale stravolgimento, a vantaggio di una reale progettazione sociale.
C’è il rischio di trascinare la nazione in un berlusconismo senza Berlusconi, lasciando integra l’infezione, pur eliminando l’agente infettante.
Prima di porsi come miraggio di centralità, Casini farebbe bene a disinfettare l’UDC dai troppi germi patogeni che lo insidiano, anche a costo di perdere consensi nelle regioni-guida dell’UDC…. poi si vedrà !!!
Rosario Amico Roxas










