Pescopagano ( Castelvolturno) come Harlem.
A cura Centro Studi Officina Volturno per Informare
Con la sua alta concentrazione d’immigrati, di cui molti sub sahariani, la località assume sempre più le parvenze del Bronx, con episodi ricorrenti di furti, aggressioni e altri fenomeni di microcriminalità. Numerose case vengono letteralmente saccheggiate, lasciando le vittime sul lastrico.
Non solo denaro ma anche televisori, lettori DVD, macchine fotografiche e addirittura passaporti e permessi di soggiorno. Tanto che si è diffusa una vera psicosi, soprattutto fra le vittime dei furti. Trattasi prevalentemente d’immigrati sub sahariani. I criminali irrompono nelle case in pieno giorno, quando la maggior parte delle persone esce in cerca di occupazione alla giornata. Nella mia casa, i ladri sono entrati il 5 Dicembre, allorché tutti gli occupanti della casa erano fuori. I nostri risparmi, per un totale di 7.500 Euro, si sono evaporati. Come se non bastasse ciò, anche il giorno successivo, tornando dalle faticose occupazioni giornaliere, ci accorgemmo che anche televisori e lettori DVD erano scomparsi. Avevano deciso di tornare per finire il “lavoro”. La settimana seguente ho incontrato un amico che mi ha raccontato di essere tornato a casa dal lavoro qualche giorno prima per scoprire che tutto quello che avrebbe posseduto da quel momento in poi sarebbero stati solo i suoi vestiti: tutti i suoi soldi e i suoi oggetti di valore, infatti, erano spariti.
L’11 Dicembre, allorché maggior parte degli immigrati che vivono a Destra Volturno si era recata a Caserta per incontrare un esponente del Governo, alcune abitazioni sono state “visitate” quindi svuotate. Eppure non è questa l’unica strategia utilizzata dai criminali. Spesso, infatti, entrano nelle case con i volti coperti da passamontagna e minacciando le persone con delle pistole , pretendono soldi e oggetti di valore. Hanno attuato lo stesso sistema anche in un esercizio commerciale gestito da un’italiana a Destra Volturno: le hanno puntato la pistola addosso per poi impossessarsi dell’incasso della giornata. Un ragazzo nigeriano, titolare di un negozio di prodotti etnici nella zona, racconta di essere tornato una sera a casa per scoprire che tutti i soldi che aveva (oltre 10.000 Euro) e i suoi effetti personali (per un valore di migliaia di Euro) erano spariti. La narrazione degli episodi non è esaustiva. E’ difficile credere, in questa era in cui la sicurezza è il tema più gettonato in ogni luogo, che un gruppo di mascalzoni possa continuare, indisturbato, a perpetrare i colpi senza essere intercettato da chi alla sicurezza è preposto. Non un solo di loro è stato arrestato. Perché? Forse perché le vittime sono in prevalenza immigrati, soprattutto Africani (?) Oppure alle Autorità non importa niente delle persone che vivono nella zona (?) Mi rifiuto di crederlo. Si viene attaccati da criminali armati. Non voglio credere che la zona sia stata dimenticata completamente o che gli immigrati e gli abitanti in generale siano discriminati. Il paradosso della situazione è che la stazione dell’Arma dista poco da Destra Volturno. Eppure il problema permane, si incancrenisce sempre di più fino ad assumere le proporzioni d’una metastasi sociale. Quando il nostro appartamento è stato saccheggiato la prima volta, infatti, abbiamo subito informato il proprietario del fabbricato il quale, in nostra presenza, riferì a chi di dovere ma, sfortunatamente, il giorno seguente i criminali tornarono. Credo che la situazione abbia superato ogni limite. Non abbiamo voce in capitolo, sembra che alle nostre grida non accorra nessuno. L’atteggiamento di indifferenza dovrebbe essere superato per garantire l’incolumità delle persone nonché dei loro beni. Quando qualche anno addietro arrivai nella zona, mi si disse che se un africano avesse avuto problemi con un altro africano e fossero state chiamate le forze dell’ordine, avrebbero fatto finta di niente. Non potevo credere ad una cosa del genere, fino a che fui testimone, per riprendere una formula romana,de visu et auditus ex propriis sensibus d’un episodio edificante: due africani si stavano picchiando e poiché venne a passare una volante dell’Arma, li chiamammo,ma dopo averci scrutato per qualche secondo,continuarono ad andare per la loro strada, senza degnarci della minima attenzione. Ricordo bene un altro giorno. Stavo aspettando l’autobus con un amico che mi aveva accompagnato alla fermata per aiutarmi nel trasporto di alcuni bagagli da Pescopagano a Destra Volturno. Mentre eravamo lì, un gruppo di ragazzi africani , provenienti da una etnia nota per il suo coinvolgimento nella cronaca nera locale, visibilmente in stato di ebbrezza, arrivò alla fermata dell’autobus ed uno di loro s’impossessò d’una delle mie borse per portarla via. Mi opposi, ma gli altri balordi minacciarono di picchiarci. Così dissi al mio amico di lasciar perdere. Siccome l’autobus non arrivava e si stava facendo tardi, decidemmo di cominciare a camminare. Mentre stavamo andando, incontrammo un altro sub sahariano ragazzo che riferì, colle lacrime agli occhi, di essere stato derubato poco anzi dallo stesso gruppo. Lo avevano circondato e lo avevano costretto a dare soldi e cellulare. Il ragazzo ci chiese di aiutarlo perché quello era tutto ciò che possedeva, così lui e il mio amico tentarono di inseguire i balordi. Io invece cercavo di chiamare il 112, per informare dell’accaduto. In quel momento vidi la loro macchina ferma davanti alla pompa di benzina e andai da per sollecitare un intervento.La volante si mise ad inseguire il gruppo di balordi, ma fu tutto inutile (…) E’ probabile che i ripetuti episodi criminali siano così frequenti proprio perché perpetrati da queste “gangs”. C’è bisogno di essere tutelati dal fattoche i criminali sanno perfettamente che molti immigrati,essendo irregolari, non possono mettere i loro risparmi in banca quindi se li tengono in casa. Molte persone lottano e sudano ogni giorno per cercare di sopravvivere onestamente in questo contesto così arduo. Anche i più fragili dovrebbero essere tutelati. Allora ci sarebbe maggiore vivibilità.
di Franklin A. (immigrato Ghanese)










