“RITORNO” È IL NUOVO ALBUM DEGLI JUREDURÈ

DAL 1 DICEMBRE NEI NEGOZI E NEGLI STORE DIGITALI

Gente clandestina sulla costa siciliana tocca terra a malapena, ma la pena qui non regna.

(…) Fummo noi clandestini su una costa approdati portatori di cultura ma Padrini battezzati.

(Jureduré, Scarsa memoria)

Sono tante le parole chiave che uniscono i dieci brani di “Ritorno” (Borgatti Edizioni).

Il mosaico che si compone brano

dopo brano è un ensemble di tematiche sociali e riflessioni

poetiche, di storia e contemporaneità, in cui alla poesia di una

fisarmonica francese si associa il sapore antico di una chitarra

battente (strumento tipico della tradizione calabrese).

Ai testi di moderne e antiche Odissee si richiamano anche i ritmi

balcanici del batterista croato Dino Deghenghi, la gioia ironica

dei fiati e l’intreccio poetico di una voce maschile e una voce

femminile. Il viaggio proposto dagli Jureduré non ammette

distrazioni: dall’attualità di Scarsa memoria (autore e interprete

è l’istrionico frontman Emanuele Trocino), storia ciclica di partenze e ritorni, fino a Il Volo,

emozionante viaggio sonoro sulle immagini di Wim Wenders (la colonna sonora del

mediometraggio è firmata dal direttore artistico del progetto Juredurè, il maestro Antonio

Rimedio, qui in compagnia del clarinetto del maestro Antonio Calzone e del basso di Mario

Brizzi, con l’apporto dei tamburi a cornice di Domenico Candellori). Risalendo lungo la spiaggia

jonica, Tata ca mùoru è il primo salto nella storia di questo “Ritorno”: originale versione di

un’antica ballata satirica, in cui all’ironia del testo popolare la band affianca un’ossimorica melodia

poetica, affidata alla nuova voce femminile del gruppo, Viviana Nero. Danza dei ricordi è un

sognante intermezzo d’altri tempi, realizzato con l’apporto del pianoforte jazz di Teo Ciavarella.

Segue Nell’anima, una rabbiosa taranta del maestro Sasà Vaccaro (trombone, chitarra battente,

bombardino e seconda anima artistica della band) su un testo del cantautore Alessandro Savino

cui fanno da contraltare la chitarra graffiante di Michele Corcella e gli arrangiamenti ritmici di

Manuel Franco (Il Parto delle Nuvole Pesanti, Rosaluna, Arangara).

Riturnella, un caposaldo: un’anonima canzone popolare divenuta negli anni un’autentica “bomba

di piazza” grazie alle celebri riletture di Eugenio Bennato e del Parto delle Nuvole Pesanti. La

ritroviamo qui in un’energica versione, con due special guest: Teo Ciavarella al pianoforte e

Alessio Ruz alla tromba. Caro prof, gustoso divertissement strumentale, viaggia sulle note del

clarinetto basso del maestro Paolo Ravaglia, e anticipa la title-track Ritorno, irresistibile e

scanzonato inno alla musica degli Jureduré, sogno del musicista che vive la vita col solo scopo di

trasformarla in musica ed energia di un pubblico scatenato. Il quadro quasi completo, non resta

che dare sfogo all’ultima Tarantella Jonica, che chiama dietro al microfono tre “fratelli maggiori”

della band, Salvatore De Siena, Amerigo Sirianni e Mimmo Crudo de Il Parto delle Nuvole

Pesanti. La conclusione è infine una speranza racchiusa in Primavera nella voce della piccola Iris

Amélie Rimedio. Questo è il Ritorno degli Juredurè, equamente suddiviso tra sognanti brani

strumentali e sfrenate hits da grandi piazze. Col timone sempre ben saldo sui contenuti e una

musica bellissima che si fa sentimento: una patchanka dal ritmo maledetto, melodie struggenti,

suggestioni antiche e racconti raccolti sulla strada del Ritorno. Gli Juredurè sono tornati… non

resta che ballare!

Per ulteriori info: www.juredure.org

Ufficio stampa: Rizoma (info@rizomacomunicazione.it // 051 0563855 // www.rizomacomunicazione.it)

Booking: Lara Maroni (booking@rizomacomunicazione.it // 329 2314716) e Marta Totaro (info@suoniliberi.it // 329 9683225)

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